Dal movimento politico cittadino Liberi, riceviamo e pubblichiamo.
Abbiamo letto, non senza meraviglia, lo scarno comunicato sull’azzeramento della Giunta comunale, conseguenza forse della posizione inderogabile del Partito Democratico che, improvvisamente, ridisegna il perimetro della coalizione di maggioranza di centrosinistra per giustificare l’appropriazione di un ulteriore assessorato, da sottrarre a una lista civica uscita dalle urne nel 2022 con circa 2.000 voti, determinando la vittoria di Ricci.
Una lista civica in continuità con il secondo mandato del sindaco Abbaticchio, ritenuta per troppo tempo indispensabile e fedele alleata, nonostante alcune innocue scappatelle sull’altro versante.
Una presa di posizione del Partito Democratico che nasconde, evidentemente, mire espansionistiche, quantomeno nella gestione del potere, atteso che, nonostante le quote del partito siano già abbondantemente coperte e straripate da quel misero 11% ottenuto in occasione delle elezioni del 2022, si avverte l’esigenza di accontentare pezzi di partito rimasti a “pane e acqua”, in vista della prossima tornata elettorale.
L’esigenza di acquisire nuove posizioni gestionali (lo avevamo scritto più volte) coinvolge anche la componente abbaticchiana, sorpresa dalle sconsiderate richieste del PD. Per non essere da meno, quindi, si ritiene necessario, in cambio di un voto positivo al bilancio di previsione in scadenza, riequilibrare il numero degli assessori, rivendicando altre due posizioni, nonostante all’interno del gruppo divergano pareri sull’operato di questa amministrazione e sulla sua continuità.
È una storia commovente quella del rimpasto, che si arricchisce continuamente di nuovi episodi, ma soprattutto per aver ammesso, finalmente e solo ultimamente (dopo 14 anni di governo), l’esistenza di una coalizione di centrosinistra che, nei fatti, non ha realizzato politiche di sinistra, come si evince dal documento emerso dall’ultima assemblea del Partito Democratico.
















