Dal movimento politico cittadino Liberi, riceviamo e pubblichiamo.
“Una vicenda, quella della compagine di governo cittadino, che andrebbe accompagnata dal clamore che merita, magari attraverso una subitanea trasposizione in vernacolo bitontino da parte dei tanti bravi commediografi e/o autori presenti sul nostro territorio.
Una storia particolarissima nella sua edizione, che, a memoria d’uomo, non conta similitudini per un’originalità legata a un protagonismo politico senza riscontri in tempi passati.
Un’originalità costata impegno e sudore per aver creato una coalizione di maggioranza con forze politiche e amministratori difficili da dimenticare. Una formula innovativa accompagnata da un’alleanza sempre disomogenea che ha illuminato la politica nostrana negli ultimi 15 anni, la cui risultante oggi si mostra in tutta la sua perniciosa gravità.
L’altro ieri, infatti, come molti sapranno, è andata in scena, per mancanza del numero legale, l’ennesima figuraccia, da ripetersi a metà marzo c.a. come nuovo tentativo di approvazione del bilancio di previsione 2026, che sancirà la fine dell’amministrazione Ricci e l’inizio dei tanti distinguo di personaggi e forze politiche di maggioranza, pronti a fare il salto della quaglia onde accreditarsi a compagini e progetti alternativi.
Una fine ingloriosa per le tante problematiche irrisolte: dalle rigenerazioni urbane alla mobilità stradale, dalla riduzione della TARI alle questioni ambientali e del verde pubblico, dal problema delle strutture sportive ai servizi ai cittadini.
Una situazione che fa gridare: basta, tornatevene a casa.
Noi di Liberi sappiamo che ciò non accadrà, ma siamo consapevoli che, insieme a tanti volenterosi, lavoreremo affinché sia varato un progetto per la città, non ideologico, distante dalle attuali forze politiche in campo e dai loro simboli.
Siamo anche consapevoli che una ricercata caratterizzazione porterà allo sfaldamento di un quadro politico che avrà come peculiarità un confronto a più voci, qualità programmatica e relativa assunzione di responsabilità”.

















