Da Vincenzo Mininni, portavoce del movimento politico cittadino Liberi, riceviamo e pubblichiamo.
“Signori maggiorenti del Partito Democratico, avete l’urgente bisogno di chiarirvi un po’ le idee e di fare un bilancio di quanto accaduto negli ultimi otto anni.
Un periodo non certo brevissimo, contraddistinto da posizioni politiche confusionarie, snaturando quello che, un tempo, era un ruolo propositivo, seppur di opposizione.
L’abbraccio politico mortale con l’odiato Abbaticchio, il soccorso operato durante il suo secondo mandato, i pessimi risultati di quell’amministrazione e la crisi politica, ancorché numerica, caratterizzata dall’ammutinamento dei cinque Consiglieri Comunali appartenenti al gruppo Sud al Centro, non hanno più premiato quel Partito che, anche “a pane e acqua”, aveva anteposto alle poltrone una coerenza politica di tutto rispetto.
Oggi ci si ritrova a giustificare Ricci con il silenzio. Una scelta subita. Una scelta essenziale per chi utilizza il Partito, dall’esterno, come volano della propria carriera politica.
Ed ecco la domanda fondamentale: che ne sarà di noi?
In verità, coloro i quali hanno contribuito a produrre questa situazione sembrano, paradossalmente, cambiare idea, sussurrando la propria contrarietà a una ricandidatura di Ricci.
Un pentimento tardivo, isolato e forse inefficace.
Una discontinuità con l’esistente non può manifestarsi a pochi mesi dal voto, perché significherebbe dare forza a un fallimento politico-amministrativo da tutti riconosciuto, nonostante si voglia tentare di rigenerarsi attraverso una candidata Sindaca da opporre a Ricci.
Una guerra fratricida e, al tempo stesso, un elemento di novità che potrebbe indirizzare un cambiamento politico importante, meritevole di attenzione da parte di realtà civiche di nuova istituzione”.

















