Dal movimento politico cittadino “Liberi”, riceviamo e pubblichiamo.
“E ora, tutti in passerella.
A Bitonto la grande vittoria (sic) della coalizione arcobaleno a sostegno di Decaro rende felici tutti i protagonisti e le componenti di maggioranza a Palazzo Gentile.
Ha vinto la pseudo componente abbaticchiana, forte di un numero consistente di consiglieri comunali (6/7) e di un paio di amministratori che, udite udite, avrebbero totalizzato con due candidati locali la bellezza di circa 2.000 voti.
Hanno vinto le innumerevoli componenti del Partito Democratico (e affiliati) che, in ordine sparso, avrebbero donato agli amici di cordata, in prevalenza baresi, un numero considerevole di preferenze (circa 5.000).
Hanno vinto i grandi migratori stagionali (da sud verso nord), abili a convivere in ambienti poco ospitali.
Una vittoria che li ha visti agire sottotraccia e una volontà precisa di evitare i temi caldi della campagna elettorale regionale, lasciati argomentare non senza approssimazione dal solo Decaro. Tutti nascosti, nessun contraddittorio e/o confronto su sanità, ambiente, rifiuti, casa ecc. ecc.
Tutti a portare acqua ai propri referenti politici che, nel breve, interverranno a salvaguardare quelle posizioni gestionali (assessorili) o, in mancanza, a rivendicarne di nuove.
Chi si salverà dai risultati elettorali? Quali assessori cederanno il passo? Chi subentrerà?
Ed ecco che la felicità, improvvisamente, diventa preoccupazione.
La preoccupazione di chi deve sbarcare il lunario politico-gestionale almeno per un altro annetto, allorquando inizieranno le prese di posizione contro il proprio sindaco, agnello sacrificale e unico responsabile (a loro dire) di una condotta amministrativa a dir poco inesistente.
Una preoccupazione che deve riguardare la totalità dei cittadini bitontini affinché si possa mettere in campo un progetto alternativo che veda protagonista la città e le sue problematiche.
Per fare ciò, si rende necessario un percorso diverso dalla consuetudine, magari indicando un candidato sindaco al di fuori delle logiche tradizionali e di partito. Logiche utilizzate nei cosiddetti tavoli di concertazione, che hanno alle spalle i soliti incalliti manovratori (decisori).
Noi di Liberi crediamo in questo percorso diverso”.

















