Da Vincenzo Mininni, responsabile della comunicazione del movimento politico cittadino Liberi, riceviamo e pubblichiamo.
“Un segnale che dovrebbe far riflettere anche la politica bitontina.
Dopo oltre un decennio di amministrazioni riconducibili alla stessa area politica, Bitonto vive oggi una fase di evidente difficoltà. A nostro avviso, il bilancio che emerge è quello di una città che fatica a esprimere una visione chiara di sviluppo e crescita, mentre aumentano le criticità legate alla gestione del territorio, dei servizi e della programmazione urbana.
Le opere pubbliche realizzate negli ultimi anni sono spesso percepite dai cittadini come il risultato di una programmazione poco lineare e non sempre adeguata alle reali esigenze della città, con interventi che, in diversi casi, hanno generato discussioni, criticità funzionali e diffusa insoddisfazione.
Nel frattempo, Bitonto appare sempre più fragile sul piano della vivibilità quotidiana: manutenzione urbana insufficiente, periferie trascurate, difficoltà del tessuto commerciale e una crescente distanza tra l’amministrazione e i bisogni reali della comunità.
Il decennio abbaticchiano ha esercitato un ruolo centrale nella politica bitontina. Ha visto la trasformazione del Partito Democratico locale attraverso il travaso di “Città Democratica”, che nel frattempo è scomparsa.
Un’impostazione che ha finito per limitare le scelte politiche e amministrative del centrosinistra bitontino, riducendone il confronto interno. La fase successiva, nel segno di una continuità politica e amministrativa, non poteva che tradursi nel sostegno, in stile democristiano, della candidatura di Francesco Paolo Ricci, a garanzia della prosecuzione di un modello di stampo emilianesco, arricchito da spezzoni della Lega Salvini.
Per LIBERI è evidente la necessità di aprire una fase completamente nuova. Una fase fondata su competenze reali, partecipazione, trasparenza e capacità di programmazione. Serve un cambio di passo netto, capace di superare logiche consolidate e modelli amministrativi che non hanno prodotto i risultati attesi.
È necessario costruire una nuova classe dirigente, composta da giovani, professionisti, imprenditori e cittadini attivi, capaci di mettere al primo posto il bene comune e il futuro della nostra amata Bitonto.
La vittoria di Molfetta dimostra che il cambiamento è possibile quando una comunità decide di voltare pagina. Anche Bitonto ha bisogno di una nuova prospettiva, di una nuova classe dirigente e di una rinnovata fiducia nel futuro e nei giovani”.
















