Dal movimento politico cittadino Liberi, riceviamo e pubblichiamo.
Tutto quanto scontato. L’avevamo raccontato in più occasioni: l’approvazione del bilancio di previsione 2026 avrebbe, forse, dato la stura ai tanti distinguo e/o mal di pancia che da sempre accompagnano questa amministrazione.
Un’amministrazione comunale che trova origine e continuità nelle esperienze abbaticchiane, con le sue due primordiali componenti, una delle quali trovò alloggio, otto anni orsono, nel Partito Democratico (oggi area Brandi). L’altra, invece, sembra non trovare pace, in un continuo peregrinare tra simboli e candidature: un’evoluzione anche “ideale”, per aver saltato senza vergogna da una posizione politica all’altra.
Dal riformismo renziano di Italia Viva e +Europa al progressismo di ultima generazione (gruppo civici progressisti). Da Italia (Strada) in Comune, costola pentastellata, alla lista Decaro: il tutto accompagnato da un mix di candidature europee, nazionali e regionali non andate a segno.
Un continuo girovagare, con un occhio sempre vigile a tutte quelle occasioni da sfruttare, dove puntualmente si dimostra la propria “bravura”. Un interminabile gioco dell’oca, con un ritorno costante al punto di partenza, utilizzando slogan, luoghi comuni e una proposta politica logorata e priva di contenuti.
Certo, il risultato raggiunto non è trascurabile: far fuori tanti compagni di ventura in un colpo solo non capita tutti i giorni. Come si può notare, questi astuti manovratori riescono a esprimersi al meglio nella nostra Bitonto, dove ultimamente, con un colpo d’ingegno e senza apparenti motivi, hanno fatto fuori due assessori e indispettito le liste politiche di riferimento.
Però sono stati bravi: i risentimenti apparsi sulle testate giornalistiche non hanno trovato riscontro all’atto dell’approvazione del bilancio. Durante la seduta, infatti, nessuna polemica, nessun ripensamento: i consiglieri comunali di maggioranza erano tutti presenti (tranne uno), vestiti con gli abiti della domenica (sarebbe stato preferibile il fiocco e il grembiulino).
In aula regnava un silenzio d’altri tempi, talvolta interrotto dalle grida di improvvisati oppositori che ne deturpavano l’austero ambiente. Un risultato magnifico e una ritrovata armonia che fanno riflettere sull’indispensabilità di taluni personaggi e/o gruppi politici.
P.S.
A breve ci saranno nuovi litigi, perché tornerete a chiedere i voti. Questa volta le dispute non saranno un’esclusiva del Palazzo. Le bocche saranno sguaiate: si parlerà di candidati sindaci, di liste di appartenenza e, magari, anche dei problemi della città, da sempre sottaciuti e mai affrontati.
















