Più controlli nelle campagne durante la raccolta delle olive e nuovi strumenti per dare liquidità ai frantoi, così da garantire agli agricoltori un prezzo sostenibile per il prodotto. Sono i due fronti indicati dall’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Francesco Paolicelli, intervenuto a Bitonto nel corso di un incontro molto partecipato da agricoltori, operatori del settore e simpatizzanti.
Il primo tema è quello che, con l’avvicinarsi della raccolta, torna puntualmente a preoccupare il mondo agricolo bitontino: i furti nelle campagne.
«Con il prefetto abbiamo già attivato, insieme alle altre Prefetture e in particolare a quella della Bat, un confronto per potenziare i controlli delle Forze dell’Ordine durante il periodo della raccolta», ha spiegato Paolicelli.
Un tema particolarmente sentito in un territorio a forte vocazione olivicola come quello di Bitonto, dove ogni anno all’avvio della campagna aumentano le segnalazioni di furti di olive, attrezzature e mezzi agricoli e cresce la richiesta di un presidio più capillare dell’agro.
Ma l’altra grande questione riguarda il mercato e, soprattutto, la capacità finanziaria di frantoi e cooperative in vista della nuova campagna.
Paolicelli ha riferito dell’incontro avuto il giorno precedente al Mimit, al quale avrebbero partecipato anche rappresentanti del comparto agricolo, delle associazioni di categoria, dei frantoi, di Ismea, Abi e Mediocredito Centrale.
«Ho portato alcuni numeri», ha spiegato l’assessore. «La Puglia ha circa 900 frantoi, dei quali 330 tra Bari e Bat. Parliamo di realtà che mediamente fatturano tra i due milioni e mezzo e i tre milioni di euro. Poi ci sono le organizzazioni di produttori, circa 26 operative, con fatturati medi attorno ai sette milioni».
Da qui la richiesta di superare, almeno per alcune realtà produttive, il limite degli strumenti finanziari oggi disponibili.
«Una cambiale agraria da 50mila euro è chiaramente riduttiva rispetto alle dimensioni di queste aziende. Abbiamo individuato una modalità per ampliare lo strumento, per i frantoi industriali e le organizzazioni di produttori, fino a 300mila euro per ciascun frantoio. Su questo Ismea ha dato la propria disponibilità».
La partita, tuttavia, non è ancora chiusa. Saranno necessarie maggiori risorse e il confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy proseguirà proprio perché una parte del comparto rientra nella dimensione industriale e non esclusivamente agricola.
«Stiamo preparando una nota insieme alle Regioni del Sud per quantificare il fabbisogno reale», ha aggiunto Paolicelli.
Sul tavolo anche una possibile misura per lo stoccaggio dell’olio, prevista dalla normativa europea, sulla quale sarebbe stato chiesto di utilizzare il margine massimo consentito. Un intervento che non riguarderebbe la campagna già conclusa, ma quella che sta per iniziare.
L’obiettivo dichiarato dall’assessore è evitare che le difficoltà finanziarie dei trasformatori si scarichino sui produttori.
«Le risorse destinate a frantoi e cooperative non servono semplicemente a finanziare quelle aziende. Servono ad affrontare la nuova campagna olivicola e a garantire un prezzo equo ai nostri agricoltori».
Il rischio, ha spiegato Paolicelli, è che una situazione di scarsa liquidità possa comprimere il prezzo delle olive proprio nel momento in cui inizia la raccolta. Dall’altra parte resta un elemento che gioca a favore del territorio pugliese: «La qualità delle nostre olive continua a essere richiesta dal mercato».
C’è però una peculiarità del sistema pugliese che rende il problema finanziario ancora più stringente. «In Puglia, a differenza di altre regioni, il pagamento delle olive viene generalmente effettuato subito. In Toscana, per esempio, può avvenire a campagna conclusa. Da noi questo sistema difficilmente sarebbe sostenibile, anche perché il nostro prodotto è richiesto anche fuori regione».
Da qui la necessità, secondo l’assessore, di «trovare un punto d’incontro» e accompagnare la filiera con strumenti capaci di dare ossigeno ai frantoi senza penalizzare gli olivicoltori.
La serata ha avuto inevitabilmente anche una forte connotazione politica.
Ad aprire l’incontro è stato il segretario cittadino del Partito Democratico, Nino Colasanto, seduto accanto a Paolicelli insieme ad Angela Scolamacchia, sua vice nel circolo cittadino. Il sindaco Francesco Paolo Ricci ha portato i saluti istituzionali.
In sala una rappresentanza ampia del mondo democratico e dell’area amministrativa cittadina. Presenti l’assessore Francesco Brandi, insieme a Cosimo Bonasia, recentemente entrato nel Pd, e Marianna Legista, che ha seguito l’incontro tra il pubblico.
Non mancavano il presidente del Consiglio comunale Domenico Pinto e la consigliera Francesca Giordano, così come diversi volti noti della politica cittadina e alcuni protagonisti delle precedenti stagioni amministrative, iscritti e altri volti noti: Lillino Sannicandro, Raffaele Picciotti, Nicola Antuofermo, Giovanni Vacca, Oriana De Palma, Antonio Brancale, Vito D’Alessandro e Michele Mercurio.
Presenti anche i Giovani Democratici, oltre a numerosi agricoltori e simpatizzanti.
Una platea composita che ha fatto da cornice a un incontro nato attorno alle urgenze dell’agricoltura, ma che ha inevitabilmente offerto anche una fotografia del Pd bitontino e delle diverse sensibilità che si muovono al suo interno, mentre sullo sfondo comincia già a farsi sentire il peso delle prossime scadenze politiche cittadine.

















