È ufficiale l’esclusione di Domenico Damascelli dal Consiglio regionale della Puglia. La Corte d’Appello ha proclamato ieri gli eletti in via Gentile e confermato il mancato ingresso nella massima assise regionale dell’esponente di Fratelli d’Italia, nonostante il consistente risultato elettorale ottenuto. Una decisione che sta alimentando polemiche e riaccendendo il dibattito sulla legge elettorale pugliese e sulla distribuzione dei seggi tra le circoscrizioni.
Damascelli, che con 10.675 preferenze risulta il quinto candidato più votato di Fratelli d’Italia in tutta la regione, ha commentato la decisione parlando apertamente di una stortura del sistema. “I numeri parlano chiaro: sono il quinto candidato più votato di Fratelli d’Italia in tutta la Puglia e, nonostante questo, non sono stato proclamato” ha sottolineato in un post sui social.
Al centro delle critiche c’è il meccanismo di attribuzione dei seggi, che secondo l’esponente di centrodestra penalizzerebbe alcune circoscrizioni a vantaggio di altre, creando una sproporzione tra popolazione, numero di elettori e rappresentanza istituzionale. Un sistema che, a suo giudizio, finisce per comprimere la volontà popolare e alterare l’equilibrio democratico.
Pur prendendo atto della decisione della Corte d’Appello, Damascelli non considera chiusa la vicenda. Ha infatti annunciato che valuterà le azioni da intraprendere, nel rispetto delle migliaia di elettori che lo hanno sostenuto, ribadendo la volontà di continuare il proprio impegno politico sul territorio.
“Voglio darvi una certezza – ha promesso il meloniano –: continuerò a lavorare, a mettere tutte le mie energie al servizio del bene comune. Indipendentemente dall’esito delle urne, la parola data ai miei elettori è sacra ed io mi impegnerò ad osservarla con tutte le mie forze. Ci sono, ci sarò, e per rispetto verso quasi 11mila persone difenderò fino in fondo questo consenso. Vi abbraccio tutti”.
















