Istituto comprensivo autonomo, come richiesto da tempo, per le frazioni di Palombaio e Mariotto, le cui scuole saranno così scollegate dalla primaria “Caiati” del centro urbano. Per quest’ultima, prevista l’unione con la vicina scuola secondaria di primo grado “De Renzio”, oggi accoppiata con la ben più distante primaria “Cassano”. La “Sylos” diventerà invece scuola polo: da una parte il nuovo comprensivo con la “Cassano” e la “Don Milani”, scuola primaria del centro antico; dall’altra quello con i plessi dell’infanzia e della primaria della “Fornelli”. Invariato, invece, il quadro per l’istituto comprensivo “Modugno-Rutigliano-Rogadeo” nella zona 167 della città.
È questo il piano di riordino e dimensionamento scolastico immaginato dall’amministrazione comunale.
Un assetto «costruito come se si stesse giocando con i Lego», secondo il consigliere comunale d’opposizione Nicola Acquafredda (Coraggio Bitonto), ma, come spiegato dal sindaco Francesco Paolo Ricci, «frutto di studio e di costanti confronti con il mondo della scuola».
Tavoli che, secondo il primo cittadino, si sarebbero aperti già con l’incontro di accoglienza dei nuovi dirigenti scolastici del 27 agosto, ovvero appena nove giorni dopo la notifica delle linee guida regionali.
La proposta avanzata da Palazzo Gentile nasce infatti dalla necessità di adeguare la rete scolastica cittadina ai requisiti indicati dalla Regione Puglia, in particolare quelli della territorialità e della verticalizzazione. Esigenza a cui gli attuali comprensivi bitontini non risponderebbero a pieno e per cui «la sistemazione non è più procrastinabile», secondo Ricci.
Caso emblematico quello della “De Renzio-Cassano”, con i due plessi collocati in zone opposte della città. Più logico, dunque, secondo l’amministrazione, accorpare la “De Renzio” alla “Caiati”, distante poche centinaia di metri. La primaria in via Traetta, d’altronde, non potrebbe più essere collegata con le secondarie di primo grado di Palombaio e Mariotto, perché “una parte significativa degli alunni non prosegue lì il proprio percorso scolastico”. Da qui la scelta di separarli e puntare sull’autonomia scolastica delle due frazioni.
Più complesso il capitolo “Sylos”. Con oltre 660 alunni, la scuola secondaria di primo grado rappresenta il plesso più popoloso della città. Ed è proprio la sua dimensione, insieme alle criticità logistiche e strutturali, ad aver spinto l’amministrazione a ipotizzare un nuovo modello organizzativo. “La “Sylos” diventerebbe così una scuola polo, collegata da una parte con la “Cassano” e la “Don Milani”; dall’altra con la “Fornelli”, che oggi costituisce un circolo didattico autonomo e che verrebbe inserita in un istituto comprensivo”.
Nel progetto, trova spazio anche l’idea di riattivare il plesso di via Abbaticchio, “edificio adeguato e ristrutturato, ma attualmente inutilizzato”.
«La priorità è il benessere degli alunni» sottolinea Ricci, pronto comunque a valutare anche altre proposte.
Per Acquafredda, però, l’amministrazione sta solo «calando una scelta dall’alto». Il rappresentante di “Coraggio Bitonto” ha depositato una mozione indirizzata al sindaco e alla giunta per chiedere di «ritirare la proposta, istituire un tavolo tecnico permanente, per l’analisi dei dati demografici e delle proiezioni sulle future iscrizioni, e adottare un modello organizzativo partecipativo» con al centro dirigenti, docenti e famiglie.

















