La crisi dell’olio arriva in Consiglio comunale e accende il dibattito politico. A sollevare il tema, in apertura di seduta, è stato il consigliere Arcangelo Putignano, che ha chiesto di intervenire prima dell’esame dei punti all’ordine del giorno per portare in aula le preoccupazioni del comparto agricolo e olivicolo bitontino.
«Bitonto è una città a vocazione agricola», ha esordito Putignano, chiedendo «dov’è il Comune mentre il settore più importante della nostra economia vive una delle crisi più gravi». Per il consigliere, in città regnerebbe «un silenzio assordante»: nessuna iniziativa pubblica, nessuna manifestazione a sostegno degli olivicoltori, nessun tavolo cittadino con agricoltori, produttori, frantoiani e associazioni di categoria.
Un intervento duro, che ha toccato diversi fronti: la crisi dei prezzi dell’olio, la promozione del prodotto locale, le strade rurali, l’abbandono dei rifiuti nelle campagne, la necessità di videosorveglianza e controlli, fino alla gestione del Bosco di Bitonto dopo gli incendi dei giorni scorsi.
«Le arterie agricole sono il sistema circolatorio della nostra economia e meritano manutenzione, investimenti e programmazione», ha detto Putignano, sottolineando anche il problema delle discariche abusive nelle aree rurali. Poi il passaggio più politico: «Oggi l’emergenza è ancora più grande. La crisi dell’olio sta mettendo in ginocchio famiglie, aziende e lavoratori, rischiando di compromettere un patrimonio costruito sui sacrifici di generazioni».
Putignano ha rivendicato anche la propria esperienza personale: «Sono figlio di agricoltori, figlio di questa terra. Conosco il valore del lavoro nei campi, del sudore e delle notti passate a difendere un raccolto». Da qui la richiesta di un cambio di passo: un Consiglio comunale monotematico, un tavolo permanente con gli operatori del settore, una grande manifestazione cittadina e una strategia di promozione dell’olio e del marchio Bitonto.
Il sindaco Francesco Paolo Ricci ha replicato respingendo l’accusa di immobilismo. «Quando si è aperto il tavolo di crisi mi sono interfacciato con tutte le organizzazioni agricole: Cia, Coldiretti, Confagricoltura, produttori e frantoiani», ha spiegato. Ricci ha ricordato di aver condiviso documenti poi inoltrati al Ministero e di aver partecipato a iniziative pubbliche «a nome dell’intera città». «Non si tratta di visibilità, ma di lavorare. E noi siamo pronti a lavorare insieme e a fianco delle organizzazioni agricole», ha aggiunto.
Più tesa la replica sul tema del Bosco. Il sindaco ha definito «pesanti» alcune affermazioni sulle presunte inadempienze nella manutenzione e ha annunciato che le dichiarazioni saranno trasmesse «nelle sedi opportune» per le valutazioni del caso. Putignano, a sua volta, ha ribadito di non aver detto «fandonie», richiamando bandi regionali e interventi di prevenzione che, a suo dire, avrebbero dovuto essere programmati prima.
Nel dibattito è intervenuto anche Domenico Damascelli, che ha chiesto di riportare il tema su un terreno unitario. «L’olivicoltura rappresenta un segmento economico fondamentale, ma anche l’identità di un popolo, la cultura di un territorio, una tradizione millenaria», ha detto. Pur riconoscendo che il Comune ha margini limitati davanti a una crisi internazionale del mercato, Damascelli ha invitato l’amministrazione a farsi «capofila di un impegno concreto» accanto a Regione, Governo e organizzazioni di categoria.
Il consigliere ha ricordato anche precedenti mobilitazioni cittadine, tra cui quella del 2009, quando Bitonto riuscì a portare in piazza migliaia di olivicoltori e a far parlare della crisi dell’olio a livello nazionale. «Il colore dell’olio non è né rosso né nero», ha detto Damascelli, con una battuta, aggiungendo che su agricoltura, sicurezza, sanità ed economia «non possono esserci divisioni».
















