Dall’Avv. Prof. Grazia Coviello per Bitonto in Testa, riceviamo e pubblichiamo.
“Non è maltempo, è abbandono programmato.
Quello che si è consumato ieri mattina a Bitonto non è il risultato di una perturbazione imprevista, ma l’ennesima prova di un’amministrazione comunale che sembra aver perso ogni contatto con la realtà.
Alle 7:40, la città non era una comunità in movimento, ma un naufragio collettivo.
Il caos più vergognoso è andato in scena davanti ai cancelli degli istituti scolastici.
Portare i figli a scuola è diventata un’operazione di salvataggio: tra semafori spenti, che hanno trasformato gli incroci in giungle urbane e fiumi di fango che hanno invaso i marciapiedi, la sicurezza dei minori è stata sacrificata sull’altare dell’inefficienza. Genitori costretti a manovre disperate per evitare voragini invisibili sotto l’acqua, mentre i bambini scendevano dalle auto nel fango, sotto lo sguardo assente delle istituzioni.
Lo schiaffo del Liceo Classico: giorni al gelo
Ma la beffa più atroce arriva dai banchi di scuola.
Mentre nel Palazzo di Città si sta al caldo, a riscaldare con cura le solite poltrone, gli studenti del Liceo Classico sono stati lasciati per giorni e giorni al freddo polare. Un’intera comunità scolastica abbandonata al gelo tra aule ghiacciate e riscaldamenti fantasma.
È paradossale: i ragazzi tremano in classe perché chi di dovere non garantisce i servizi minimi, mentre gli uffici comunali restano oasi di tepore e indolenza.
Come si può parlare di “diritto allo studio” o di “attenzione ai giovani” quando non si è capaci nemmeno di accendere una caldaia o di tappare un buco sull’asfalto?
Le strade di Bitonto sono ormai un campo minato. La pioggia di ieri mattina ha solo coperto d’acqua le ferite di un asfalto che non esiste più, creando trappole micidiali per ruote, sospensioni e, soprattutto, per l’incolumità di chi viaggia su due ruote.
I tombini, puntualmente otturati da mesi di incuria, hanno restituito melma invece di drenare, a testimonianza di una manutenzione ordinaria che è stata cancellata dall’agenda politica.
La pazienza è finita…
Governare non significa aspettare che il sole asciughi il fango per far finta che nulla sia successo. Significa pulire i tombini in estate, manutenere le caldaie in autunno e presidiare le strade in inverno.
Bitonto è stanca di un’amministrazione che si sveglia solo per le passerelle e si addormenta non appena cade una goccia d’acqua.
Se non siete in grado di garantire un semaforo acceso, una strada sicura e una scuola riscaldata, abbiate almeno la decenza di non parlare di “futuro”. Perché il futuro di Bitonto, stamattina, era bloccato nel fango, al freddo e nel buio di un incrocio spento”.

















