Aliquote IMU confermate per il 2026. Il Consiglio comunale ha approvato l’atto “Imposta municipale propria (IMU) – approvazione aliquote e detrazioni 2026” con 12 voti favorevoli e 5 contrari. A votare no sono stati i consiglieri Damascelli, Rossiello, Altamura, Toscano e Natilla.
A presentare il punto è stato l’assessore Brandi, che ha chiarito la natura del provvedimento: «È confermativo rispetto al regolamento e alla tabella con le aliquote 2025. Si chiede di approvare le aliquote IMU per l’anno 2026 con le relative detrazioni come da prospetto allegato, confermando quelle già in vigore nel 2025».
Nel prospetto – ha aggiunto – vengono riproposte le aliquote per le varie categorie (abitazione principale nei casi previsti, fabbricati rurali strumentali, aree edificabili, altri fabbricati), così come le percentuali e le riduzioni già previste.
Il nodo “inagibili”: la richiesta di chiarimenti
In discussione è intervenuto il consigliere Toscano, osservando che «non è cambiato nulla rispetto alla tassazione precedente», e chiedendo chiarimenti sulla riduzione del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. La domanda è diventata rapidamente un caso pratico: Toscano ha citato immobili privi di allacci (acqua, fogna, acquedotto) e ha chiesto perché non rientrerebbero nella riduzione. Brandi ha risposto che la valutazione avviene attraverso verifiche dell’ufficio, con sopralluoghi e accertamenti, sottolineando che l’assenza di allacci non coincide automaticamente con l’inagibilità/inabitabilità, perché conta soprattutto la condizione “statica” dell’immobile. A intervenire anche il sindaco, richiamando la distinzione tra criterio generale e casi specifici: se ci sono contestazioni, ha spiegato, il confronto va fatto con gli uffici e, se necessario, nelle sedi previste.
Natilla: “Decreto e ASI, servono scelte politiche”
Il consigliere Natilla ha posto due questioni. La prima: se un recente decreto richiamato dal vice ministro dell’Economia e delle Finanze abbia trovato applicazione a Bitonto e in che termini. La seconda: la questione dei terreni in area ASI e del percorso per una variante urbanistica capace di rimodulare destinazioni e, di conseguenza, incidere anche sul tema dell’IMU che grava su suoli che restano di fatto agricoli. «Parliamo di scelte politiche», ha detto, chiedendo una risposta non solo tecnica. Il sindaco ha replicato soprattutto su questo secondo punto, affermando che la revisione della perimetrazione dell’area è tra le priorità, richiamando anche un recente passaggio in assemblea ASI e la volontà di procedere con lo strumento urbanistico “più rapido possibile”, con l’obiettivo dichiarato di tutela del territorio e delle colture presenti.
Damascelli: “Pressione fiscale al massimo, servono correttivi”
Il consigliere Damascelli ha motivato il voto contrario parlando di aliquote confermate e di una pressione fiscale che, a suo dire, negli anni è stata portata «al massimo del massimo». Ha sollevato il tema delle famiglie proprietarie di seconde case con rendite basse o nulle e quello degli immobili chiusi perché non ristrutturabili, chiedendo una riflessione su possibili correttivi per chi non trae alcun beneficio dal bene. Nel suo intervento ha richiamato inoltre, ancora una volta, il caso dei terreni in area ASI: proprietari che pagano imposte sproporzionate rispetto al valore reale del suolo e che attendono una soluzione attraverso scelte urbanistiche in grado di riportare coerenza tra destinazione e uso effettivo.

















