Da Sinistra Italiana – AVS Bitonto riceviamo e pubblichiamo:
La sindrome del Marchese del Grillo e le contraddizioni del PD bitontino.
Abbiamo letto con attenzione il commento di un autorevole esponente del Partito Democratico di Bitonto che, riferendosi al primo intervento congiunto dei leader del centrosinistra nazionale, si domanda: «Ma Bonelli che partito rappresenta?».
Una domanda che, francamente, lascia perplessi.
Non tanto perché Angelo Bonelli sia il co-portavoce nazionale di Europa Verde e uno dei leader di Alleanza Verdi e Sinistra, forza politica presente in Parlamento e protagonista del confronto politico nazionale. Quanto perché quella domanda arriva da chi, solo pochi giorni prima, aveva rivolto ad AVS un invito al dialogo politico sul territorio.
È difficile comprendere il senso di un invito quando, contemporaneamente, si sceglie di ironizzare sulla rappresentanza politica di uno dei leader nazionali della forza che si vorrebbe coinvolgere.
Ecco perché questo episodio ci porta a una considerazione più generale.
Da troppo tempo il Partito Democratico locale sembra soffrire di quella che potremmo definire la “sindrome del Marchese del Grillo”: l’idea che alcuni possano attribuire patenti di legittimità politica agli altri, decidendo chi conta e chi no, chi è interlocutore e chi invece deve semplicemente adeguarsi.
Un atteggiamento che non favorisce il dialogo e che, anzi, finisce per compromettere qualsiasi tentativo di costruire rapporti fondati sul rispetto reciproco.
Per questa ragione decliniamo l’invito che ci è stato rivolto.
Non perché non crediamo nell’unità delle forze progressiste, ma perché l’unità non può essere invocata a giorni alterni: non si può chiedere collaborazione e, nello stesso tempo, mettere in discussione o deridere la dignità politica di chi si vorrebbe avere al proprio fianco.
Prima ancora di interrogarsi su chi rappresenti Bonelli, il Partito Democratico bitontino dovrebbe forse interrogarsi sulle proprie contraddizioni.
A Bitonto, infatti, il PD continua a sostenere un’esperienza amministrativa che comprende una forza politica che, pur presentandosi sotto le insegne di una lista civica, esprime posizioni e riferimenti riconducibili alla Lega di Matteo Salvini. Una scelta che appare difficilmente conciliabile con i richiami all’unità del centrosinistra e con le battaglie che lo stesso PD dichiara di condurre a livello nazionale.
Noi sappiamo bene chi rappresentiamo: una comunità politica che fa della giustizia sociale, della tutela ambientale, dei diritti e della coerenza i propri riferimenti.
Per questo continueremo a svolgere il nostro ruolo con autonomia, chiarezza e rispetto verso tutti.
Quando il confronto politico sarà fondato sulla pari dignità degli interlocutori e sulla coerenza delle scelte, saremo sempre disponibili a discuterne.
Nel frattempo, se davvero qualcuno si chiede quale partito rappresenti Bonelli, forse dovrebbe prima spiegare ai cittadini quale cultura politica rappresentino alcuni degli alleati con cui governa la città.
















