Dopo le elezioni regionali pugliesi dello scorso novembre, ieri pomeriggio si è compiuto l’ultimo atto formale: Antonio Decaro è stato proclamato presidente della Regione Puglia. La cerimonia si è svolta presso la Corte d’Appello di Bari, alla presenza di amministratori e rappresentanti istituzionali. Tra questi anche il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci e l’ex primo cittadino Michele Abbaticchio, oggi referente della lista “Decaro presidente”, che ha portato all’elezione in Consiglio regionale del consigliere Felice Spaccavento.
Un discorso senza proclami
«Finalmente ci siamo», ha esordito, riconoscendo il tempo trascorso dalla consultazione elettorale come un periodo necessario per studiare e riflettere su un ruolo «tanto importante quanto complicato e carico di responsabilità». Il nuovo presidente ha rivendicato un metodo fatto di disciplina, dedizione e rispetto delle istituzioni, ringraziando Michele Emiliano e chi lo ha preceduto.
Fragilità da guardare in faccia
Cuore del discorso è il richiamo alla realtà di una Puglia cresciuta nelle aspettative ma ancora segnata da fragilità fisiche, sociali e umane. Fragilità che, ha detto Decaro, non vanno nascoste per alimentare l’immagine patinata di una regione “perfetta” da social network. «La storia di un popolo è più importante di una storia Instagram», ha scandito, con una frase destinata a restare. Non un presidente “di parte”, ma nemmeno un presidente per tutto: Decaro ha rivendicato il diritto – e il dovere – di dire anche dei no.
“Presidente dei pugliesi, prima che della Puglia”
Nel passaggio più personale, il neo governatore ha ribadito che la fiducia ricevuta va riconquistata ogni giorno. «Per me, da oggi, si riparte da zero», ha detto, promettendo di mettere al centro le persone, soprattutto le più fragili. I prossimi cinque anni, ha concluso, saranno interamente dedicati ai pugliesi.
Le reazioni: lavoro, sanità e discontinuità
All’insediamento sono seguite le prime prese di posizione politiche. Dalla CGIL Puglia, la segretaria generale Gigia Bucci ha apprezzato le parole del presidente, indicando sanità e lavoro come priorità assolute e chiedendo tempi rapidi per la definizione della Giunta, senza «teatrini» che allontanano i cittadini dalla politica.
Più critica la posizione di Fratelli d’Italia, che invoca discontinuità rispetto al passato e guarda con sospetto all’ipotesi di un ingresso in Giunta di Michele Emiliano, giudicata un segnale negativo. Dal partito arriva l’annuncio di un’opposizione «serrata ma corretta», con attenzione particolare a sanità, ambiente, rifiuti, agricoltura e infrastrutture.
Di segno diverso il messaggio del Movimento 5 Stelle. Il vicepresidente Mario Turco e il coordinatore regionale Leonardo Donno hanno augurato buon lavoro a Decaro, assicurando collaborazione su sanità, lavoro dignitoso, ambiente, welfare e legalità, con l’obiettivo dichiarato di evitare che i giovani continuino a lasciare la Puglia.
Si apre così una nuova fase politica per la Regione: meno slogan, almeno nelle intenzioni, e una promessa impegnativa. Governare senza illusioni, guardando in faccia i problemi. Il resto, come sempre, lo diranno i fatti.
















