«Il leaderismo populista individua i problemi, ma al posto di impegnarsi a risolverli, li sfrutta a proprio vantaggio per scaricare le colpe su un nemico».
Sono le parole del presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, Antonio Decaro, intervenuto nei giorni scorsi per presentare “Vicino – Fare politica insieme alle persone”, libro autobiografico edito da Solferino, che narra l’ex sindaco di Bari nella dimensione sia umana che politica.
Ad accoglierlo, il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci, l’ex primo cittadino Michele Abbaticchio e il giornalista Valentino Losito, moderatore dell’incontro.
«Non sono stato io, inizialmente a voler scrivere questo libro, me l’hanno chiesto. Avevo qualche perplessità, ma ho pensato che potesse servire anche per me, per mettere insieme un po’ di ricordi e aneddoti legati al periodo che ho vissuto dal punto di vista politico e amministrativo, in particolare nella città di Bari» ha sottolineato l’europarlamentare, al suo primo libro: «Ho voluto raccontare che il rapporto tra politica e cittadini non è questione di destino, ma dipende da chi fa politica. Io ho provato a farla stando vicino alle persone, è l’unico modo che conosco. In questi anni ho vissuto anche le emozioni della mia comunità, ed è stata una bella esperienza. Tutto parte dal rapporto diretto con i cittadini. Sono le esperienze umane che mi hanno guidato nelle decisioni, da amministratore e da parlamentare. È da lì che nasce anche l’idea del libro: dal desiderio di restituire qualcosa a chi ha condiviso con me un pezzo di strada».
«Penso che fare politica in mezzo alle persone mi abbia aiutato ad essere una persona migliore» continua, sottolineando che sebbene nell’incontro diretto con la gente possa nascondersi il rischio del populismo, ad aver caratterizzato la sua esperienza è stato ben altro: «Ascoltare i cittadini è l’unico modo di far politica che conosca. Se non si ascoltano i cittadini, si sbaglia».
Nell’analisi di Decaro c’è spazio pure ad alcune riflessioni sulla sinistra, che talvolta, a suo dire, pecca proprio nell’ascolto delle istanze dei cittadini: «Ad esempio, la sinistra deve chiedersi perché in parte della popolazione ci sia una paura verso i migranti che arrivano da noi in cerca di una vita dignitosa. Deve ascoltare quelle persone e chiedere perché hanno paura».
E, sulla criminalità organizzata, aggiunge: «A Bari c’è e va denunciata. Io l’ho sempre fatto, come l’ha sempre fatto Emiliano prima di me».
Non può mancare, da parte di Decaro, la sua visione dell’Europa. Un’Europa che non è affatto lontana, come spesso si racconta, e non è un mero luogo di burocrazia: «Grazie ad essa, saranno realizzati tanti asili nido, che forniscono un importante sostegno per le famiglie. Con i fondi europei abbiamo incrementato il trasporto pubblico. Grazie ai fondi Pac, il nostro vino, che prima mandavamo altrove per essere tagliato, ora è rinomato e i viticoltori pugliesi hanno aperto diverse cantine. Grazie alle istituzioni europee abbiamo potuto somministrare i vaccini per il covid prima a chi era in difficoltà e non prima a chi poteva permetterselo. L’Europa è in grado di aiutare i territori più deboli, per diminuire i divari. Non è una matrigna, ma una mano tesa verso chi è in difficoltà».
Nessuna parola sulla sua candidatura alla guida della Regione Puglia, di cui al momento continua a mancare l’ufficialità: «Sono stato mandato in Europa e, al momento, non si conosce neanche la data esatta delle elezioni. Quando si saprà, si vedrà. Ho sempre deciso insieme ai cittadini».

















