“Questo è stato il mio ultimo consiglio comunale: dichiaro le dimissioni”.
La consigliera del Partito Democratico Antonella Vaccaro lascia Palazzo Gentile.
La sua scelta, “che parte da lontano”, è stata ufficializzata ieri, dopo l’approvazione da parte della massima assise del bilancio di previsione.
“Chi mi conosce – ha detto la dem – sa quanto pesa per me questo gesto”, che, secondo voci di corridoio, aveva promesso già tempo fa di compiere all’indomani della nomina della nuova giunta. Ovvero al rientro dalla crisi politica di maggioranza, apertasi (o quantomeno resa pubblica) proprio con l’autosospensione, sua e del compagno Michelangelo Bratta, dal PD.
A dettare la decisione di “fare un passo a lato” (e cedere quindi la poltrona a Giuseppe Siragusa, primo dei non eletti), sarebbe stato il suo trasferimento in Emilia Romagna, regione in cui, da quasi due anni, lavora come agente di Polizia Locale.
“Ho fatto tutto quello che potevo per esserci anche da lontano. Ho seguito, ho partecipato, ho provato a dare il mio contributo in ogni modo possibile” ha spiegato la 33enne, che già qualche settimana fa aveva mostrato sui social, a riprova del suo impegno, le 33 mail inviate in questi quasi quattro anni di amministrazione.
“Avrei voluto fare di più, avrei voluto esserci meglio, con maggiore continuità, ma non sempre è stato possibile” ha ammesso, ricordando anche come le proposte da lei avanzate per garantire più presenza (tra cui quella di poter partecipare online alle sedute consiliari) “non siano mai state prese in considerazione”.
Ma tra i ringraziamenti ai suoi padri politici del PD, “una famiglia, dissociata a volte”, allargatasi ora con l’ingresso della consigliera Teresa Carbone e dell’assessore Cosimo Bonasia, non sono mancate anche le stoccate al sindaco Francesco Paolo Ricci e alla sua squadra.
“Non ho condiviso, e sin dall’inizio, molte dinamiche di questa amministrazione. Nonostante questo comunque auguro a tutti un buon lavoro, perché governare una città è una responsabilità grande che merita rispetto”.
Rispetto che a lei non sarebbe stato portato.
“In questi mesi si è parlato troppo e male della mia vita personale, della mia famiglia e del mio lavoro – ha tuonato -. Ridurre sedici anni di mio impegno politico a mere chiacchiere da bar è offensivo. Non solo per me, ma per la politica stessa”.
“Il mio è solo un arrivederci – ha concluso Vaccaro -. Continuerò a dire la mia, a rompere le scatole e a sostenere chi per me merita davvero di servire la politica e la città”.
















