Il consigliere comunale Nicola Acquafredda prende le distanze dalle dinamiche che, nei giorni scorsi, hanno portato alla nomina della nuova giunta comunale e alla risoluzione della crisi politica.
Annunciando la sua assenza, per motivi meramente personali, all’odierna seduta del consiglio comunale, Acquafredda coglie l’occasione di dire la sua su quanto accaduto a Palazzo Gentile, definendo la formazione della nuova squadra di governo «un’occasione mancata», che avrebbe potuto rappresentare «una reale discontinuità rispetto a quanto non è stato fatto, o è stato fatto male, in questi anni».
Carenze rese evidenti, per Acquafredda, dalla «diffida della Prefettura sulla mancata approvazione del bilancio che è lì a certificare tutto».
Ma, alla fine, tutto si è risolto in un semplice “spostamento di pedine”, sottolinea il consigliere comunale, che all’inizio di marzo, non ha aderito al nuovo gruppo consiliare “Civici progressisti”.
Al centro della disamina, più che i nomi, il metodo: «C’era l’occasione di dare una svolta amministrativa reale. Prima che nei nomi di chi non ha lavorato bene, parlo di metodo e di merito. Parlo di visione di città, di condivisione delle priorità amministrative, di chiarezza e trasparenza che i cittadini meritano. E, invece, nulla di tutto questo».
Secondo Acquafredda, il sindaco avrebbe scelto «di non cogliere questa occasione», limitandosi a spostare le pedine: «O a farsele spostare».
Nessun impegno per un reale cambiamento: «Ma se cambi l’ordine degli addendi, la matematica ci insegna, la somma non cambia».
Da qui la decisione di prendere le distanze: «La scelta di allontanarmi da questo modo di fare è la più coerente. Questo modo di interpretare la politica e l’interesse pubblico è lontano da ciò che ritengo giusto per la città».
«Bitonto merita di meglio» conclude il consigliere.















