Nei giorni scorsi, la città di Terlizzi ha celebrato uno dei suoi prodotti d’eccellenza: il fiorone Domenico Tauro. Molto più di un semplice frutto estivo, per i terlizzesi, che a questa prelibatezza hanno dedicato per l’ottavo anno un’apposita sagra tenutasi da venerdì a domenica.
Una manifestazione caratterizzata da una grande sinergia tra le diverse realtà che da anni sono impegnate per la valorizzazione del prodotto e per il raggiungimento della certificazione Igp. Istituzioni locali, Gal Nuovo Fior d’Olivi, Pro Loco, cooperative agricole (Agricoltura Progresso) e le principali sigle di categoria (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti) hanno lavorato all’unisonoper far sì che il “Mingo Tauro”, superando ogni interesse particolare, diventi un vero ambasciatore del territorio.
«Siamo all’ultimo step. Invito tutti e in particolare le confederazioni sindacali ad essere unite in questo obiettivo» sottolinea Antonio Saracino, presidente del Gal Nuovo Fior d’Olivi, ricordando come il Gruppo di Azione Locale sia fortemente impegnato nella promozione delle eccellenze locali, nei comuni che vi fanno parte, tra cui Palo del Colle, con i suoi taralli, a Bitonto con l’olio extravergine d’oliva e Grumo con le sue mandorle Filippo Cea.
Quest’anno, la manifestazione ha saputo trasformarsi in un vero progetto di comunità, integrando degustazioni e stand gastronomici con un ricco programma che ha spaziato dai convegni tecnico-agronomici allo showcooking tenuto dallo chef Alessandro Saracino.
Il fiorone Domenico Tauro rappresenta un autentico pilastro dell’identità locale, un legame indissolubile tra la comunità e la sua terra.
«Un’opera d’arte» secondo il sindaco Michelangelo De Chirico. «Un’occasione per l’economia del territorio» per Gaetano Volpe, presidente dell’associazione Pro Mingo Tauro: «L’impegno per il riconoscimento dell’IGP del Fiorone Domenico Tauro è un obiettivo che si è posto non solo la nostra cooperativa, che da anni sta sostenendo questo impegno con sagre, promozioni di diverso tipo, ma anche l’amministrazione comunale ha inserito questo obiettivo nel suo programma amministrativo. Queste certificazioni sono garanzia di rispetto di un protocollo rigoroso nella produzione, nella gestione degli impianti e nelle forme di commercializzazione a tutela del prodotto e quindi a tutela anche dei consumatori».
Ne è convinto anche Pasquale Memola, presidente della cooperativa Agricoltura Progresso, che evidenzia come il fiorone Domenico Tauro non sia solo una prelibatezza, ma anche un prodotto profondamente identitario, in grado di influenzare anche l’arte della ceramica.
E, infatti, ad esso è stata dedicata anche una mostra curata da Paolo De Santoli, dal titolo “E’Levante”. Un progetto artistico che unisce arte e identità agricola.
Vasi antropomorfi realizzati da artisti della ceramica hanno accolto giovani piante di fiorone. La ceramica, così, non è più semplice contenitore, ma un custode della terra, della memoria e della cultura agricola del territorio. Un progetto artistico che ha visto la partecipazione di studenti delle Accademie di Belle Arti e dei Licei Artistici.
L’obiettivo della sagra è stato, dunque, quello di promuovere il fiorone e avanzare nel percorso verso il marchio IGP. Un traguardo ambizioso che mira a dare tutela e valore internazionale a un prodotto unico, dalla storia tutta terlizzese. La sua storia, infatti, affonda le radici nel Settecento, negli anni del sindaco-agricoltore Domenico Tauro, a cui si deve, secondo la tradizione, l’innesto che diede vita a questa varietà pregiata.















