Test di screening, misurazioni della pressione arteriosa e valutazione dei potenziali fattori di rischio: sono le prestazioni che verranno messe gratuitamente a disposizione dei cittadini nella UOC di Nefrologia e Dialisi del PO Di Venere per valutare lo stato di salute dei reni.
L’occasione è fornita dalla ventesima Giornata Mondiale del Rene che si celebra il 12 marzo, un appuntamento internazionale dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce ed alla corretta informazione sulle malattie renali, al quale la Federazione Italiana del Rene (FIR) e la Società Italiana di Nefrologia (SIN) partecipano attivamente e, come ogni anno, la ASL BARI ha aderito coinvolgendo operatori e strutture a livello ospedaliero e territoriale.
L’UOC Nefrologia e Dialisi del PO Di Venere con il suo CAD di Bitonto, infatti, rinnova la sua presenza ed il suo impegno attraverso l’accesso libero agli ambulatori nella giornata del 12 marzo e, soprattutto a livello territoriale, entrando nelle scuole e partecipando ad incontri tematici e convegni, per informare la popolazione di tutte le età su come prendersi cura dei propri reni o per illustrare le strategie di prevenzione per il miglioramento della qualità della vita e della salute di tutti.
È con questo spirito e con l’idea condivisa che per sensibilizzare alla prevenzione ed alla “Politica del Dono”, sia importante parlare alle giovani generazioni ed alle loro famiglie, che i dirigenti medici nefrologi del PO Di Venere diretti dalla dottoressa F. D’Elia verranno accolti dalla professoressa Anita Amoia, dirigente scolastico e dall’intera comunità del Liceo Scientifico ed Artistico “Galileo Galilei” di Bitonto per un pomeriggio di riflessione e formazione.
Tutto questo rientra in una campagna informativa legata all’impatto profondo della patologia renale: la Malattia Renale Cronica (MRC) è una patologia che colpisce una persona su dieci in tutto il mondo, e viene considerata ormai un’emergenza sanitaria da non sottovalutare. Difficilmente intercettabile nelle sue prime fasi, in quanto spesso asintomatica e silente, la malattia renale cronica può svilupparsi più o meno rapidamente fino al raggiungimento delle fasi terminali, in cui l’unico rimedio rimane la dialisi o il trapianto. È una patologia debilitante, socialmente impattante, che aumenta il rischio di morte, il rischio di problemi cardiovascolari, riduce la qualità della vita, con gravi ricadute anche sulla famiglia dell’ammalato.

















