Un percorso che intreccia fede, tradizioni popolari e suggestioni visive, restituendo il volto più autentico dei riti quaresimali bitontini. È questo il cuore di “Volti di Passione”, il diorama quaresimale accompagnato da una mostra fotografica in corso da ieri, nel centro storico, in via Michele Carbone, nei pressi della Chiesa del Purgatorio.
L’obiettivo è raccontare il sentimento religioso popolare e la memoria collettiva della città. Da un lato, la forza evocativa delle fotografie; dall’altro, la ricostruzione scenica del “sepolcro” nel gergo popolare bitontino. Al centro, i veri protagonisti della Settimana Santa: i volti, le mani, la fatica, la commozione di chi porta avanti, anno dopo anno, uno dei patrimoni devozionali più sentiti della comunità: i portatori, i musicisti e tutti coloro che sono impegnati nei tradizionali riti della Settimana Santa di Bitonto.
A curare il progetto, Nicola Garofalo, Domenico Leccese, Michele Palmieri, Domenico Stellacci, Mario Stellacci e Carlo Stellacci, un gruppo unito non soltanto da un legame familiare e amicale, ma soprattutto da una comune devozione che li porta a vivere i riti della Passione come parte integrante della propria identità.
«Io e Anna Verriello, autrice degli scatti, ci siamo occupati personalmente della mostra fotografica “Volti di Passione”, dedicata in particolare ai volti dei protagonisti di questi riti che a Bitonto sono molto sentiti: i portatori e i musicisti, i cosiddetti “bannist” – racconta Mario Stellacci – Accanto alla mostra, abbiamo voluto riproporre anche questo diorama, giunto quest’anno alla seconda edizione. È stato curato da me e da mio fratello Carlo, che soprattutto della realizzazione delle sacre immagini, con il contributo prezioso di nostro padre».
Un’opera, dunque, che nasce dal basso, dal cuore di chi quei riti li vive in prima persona: «Voglio ringraziare Domenico Stellacci, mio padre, mio cugino Domenico Leccese anche per averci ospitato in questo posto, Michele Palmieri, mio zio Nicola Garofalo. Siamo tutti portatori, siamo tutti musicisti. Questo momento lo sentiamo nel nostro cuore. Per questo abbiamo voluto allestire questo altare della reposizione».
Le fotografie esposte, scattate da Anna Verriello durante la Settimana Santa 2025 e stampate da Cristian Verriello, non si limitano a documentare un evento: cercano piuttosto narrare l’anima dei suoi protagonisti, immortalandone gli sguardi, le espressioni, la concentrazione e la dimensione umana della devozione.
Spiega ancora Mario Stellacci: «Vogliamo mostrare la sofferenza, ma anche la gioia di ciò che facciamo. Sì, ci stanchezza e fatica. Ma quando ti senti soddisfatto di quello che hai fatto, tutto passa via e ti rimane soltanto il ricordo di ciò che hai portato a termine».
Accanto alla componente fotografica, il diorama, impreziosito da statue e dettagli realizzati con una combinazione di tecniche tradizionali e strumenti contemporanei. A parlarne è Carlo Stellacci: «Sono io ad aver realizzato le statue di questo sepolcro. Me ne sono occupato perché è una passione che mi porto dentro da quando ero bambino. Poter realizzare le statue di Gesù proprio per la mia città è una cosa molto bella. Alcune le ho realizzate a mano, lavorandole e dipingendole personalmente. Le statue dei Misteri e del Calvario sono state realizzate da me tramite stampe 3d. La culla è interamente in legno, così come tutte le basi, mentre la Madonna e la Pietà sono anch’esse in legno. Ho unito un po’ tutte le cose: metodi più moderni, come la stampa 3d, e metodi più tradizionali, come il lavoro manuale sul legno».

















