Un borgo da illuminare e vivere: Torre di Lerma
Arte, cultura, sport e sapori della terra. È questo dell’iniziativa promossa dall’Azienda Agricola Terre di Lerma, che, a partire dal mese di Settembre, propone un calendario di appuntamenti pensato non soltanto per intrattenere, ma soprattutto per far vivere il territorio attraverso la socialità, la conoscenza e la condivisione.
L’idea parte da una convinzione semplice e importante: qualunque spazio va aperto alle persone perchè diventi punto d’incontro capace di raccontare la cultura, le tradizioni e le tante espressioni di un territorio.
Il programma di settembre raccoglie esperienze molto diverse tra loro.
Si parte dai laboratori dedicati ai bambini e alle famiglie, con l’appuntamento “MAMAMMA CHE BORGO! FACCIAMO LA SALSA”, per riscoprire insieme alla ecclettica Alessandra Savio il valore delle produzioni della terra e dei gesti della tradizione.
Si prosegue con il cinema sotto le stelle, dedicato ai 90 anni di Lino Banfi, e con il Trofeo della Cenerentola, una gara podistica di 10 chilometri organizzata dalla Polisportiva Amici di Marco, accompagnata da musica e animazione.
A chiudere il mese sarà la Festa della Mandorla, un momento dedicato ai prodotti dell’azienda agricola, alla musica e alla convivialità, con il concerto della Controrchestra Big Band diretta dal maestro Vito Desantis, eccellenza bitontina e dolcetti di mandorla preparati sul posto dall’artista pasticciere Vincenzo Conte.
Il significato del progetto, però, va oltre il singolo calendario di eventi.
Mettere insieme arte, cultura, sport e sapori significa creare occasioni per incontrarsi e conoscere meglio il luogo in cui si vive o che si è scelto di visitare. Significa trasformare un borgo in un luogo da attraversare, ma soprattutto da vivere.
In un tempo nel quale spesso le relazioni personali tendon a consumarsi da remote, iniziative come questa riportano al centro l’incontro reale, la partecipazione e il piacere di stare insieme.
Lo sport crea comunità, la cultura stimola curiosità, l’arte apre nuovi sguardi e il cibo racconta, forse più di ogni altra cosa, la storia e l’identità di una terra.
Perché un borgo non è fatto soltanto dalle sue case e dai suoi paesaggi. È fatto dalle persone che lo abitano, dalle storie che racconta e dalle relazioni che riesce a creare.

















