No, così non va. Abbiamo seguito tutta la vicenda del cantiere aperto e non ancora chiuso dello stadio “Città degli Ulivi” sin da quell’ormai lontano dicembre 2022.
Abbiamo visto tristemente scomparire il nome della nostra città dalle pagine dedicate al campionato interregionale di serie D – sì, tutto marketing territoriale gratuito, per chi se ne intende… -, abbiamo osservato i leoni girare come globetrotter da un paese all’altro, da uno stadiolo all’altro, abbiamo ammirato la società fare i salti mortali per mantenere in vita un progetto che fosse almeno dignitoso, abbiamo persino apprezzato i miracoli compiuti da grandi allenatori e da ds navigati, abbiamo letto quanto previsto dal pannello informativo all’ingresso e ci siamo sentiti un po’ prendere per i fondelli, abbiamo a malincuore registrato la macabra danza delle date di riapertura dell’impianto che venivano puntualmente disattese da quel cattivone di Cronos, che a fermarsi proprio non ci pensa.
Siamo andati, infine, a vedere come sta davvero il nostro adorato Comunale sull’erta di via Megra dopo un quadriennio di alacre impegno degli operai e vi risparmiamo la descrizione di come realmente sta.
Ora, però, ci sia consentita solo una riflessione. Eccezion fatta per il periodo felice targato Francesco Rossiello – che non smetteremo mai di ringraziare per quel che ci ha donato, tribunetta inclusa -, il Bitonto calcio non ha quasi mai navigato nell’oro e ogni estate partiva una questua da far impallidire il manzoniano Fra Galdino, ma mai si era arrivato a questo punto, con il titolo rimesso nelle mani del Sindaco.
Mossa disperata, indubbiamente, per far capire che senza “casa” nessuno può vivere, men che meno si può avvicinare qualche imprenditore che abbia intenzioni serie d’investimento.
E allora, pur avendo saputo che è imminente il sopralluogo dei Vigili del fuoco per ottenere la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, tenuto conto che la problematica fondamentale da risolvere riguarda la possibilità di disputarvi gare ufficiali di campionato con la presenza regolare dei tifosi sugli spalti, e che tante società si stanno muovendo per allestire la rosa adeguata alla prossima Eccellenza pugliese – e, in quest’ottica, fa significativamente male l’addio del direttore sportivo Francesco Morgese, eccezionale -, dobbiamo dire a chiare lettere che non ci piace affatto questo silenzio tombale (e mai aggettivo fu più acconcio), che è calato sulla questione, di entrambe le parti in causa.
Il nulla totale di parole, prospettive e progetti, offende soprattutto chi ama davvero i colori neroverdi. Punto.
















