C’è chi cerca disperatamente di essere amato senza riuscire ad amare e chi, invece, continua a donarsi anche quando il proprio sentimento resta inascoltato.
È una storia antica, ma parla con sorprendente lucidità al nostro tempo. Il mito di Eco e Narciso torna a vivere sul palcoscenico con una nuova lettura firmata da Piergiorgio Meola, che ha scritto e diretto “Eco & Narciso“.
Lo spettacolo sarà portato in scena dagli attori di Okiko the Drama Company domenica alle ore 20 nell’atrio della scuola Don Milani di Bitonto. È il secondo appuntamento della rassegna “SiAmoCreaTUre“, dopo il meraviglioso successo di “Infinitamente piccolo“, diretto da Serenella Di Michele e andato in scena domenica scorsa presso il Teatro Traetta.
«Il mito di Eco e Narciso, come tutte le altre splendide storie narrate nella mitologia, rispecchia profondamente il nostro presente, le nostre tragedie, il nostro animo», spiega il regista. Una vicenda che attraversa i secoli e che ancora oggi invita a riflettere sulle relazioni umane, sull’amore e sulla difficoltà di riconoscere l’altro.
Nella lettura di Meola, Narciso diventa «una figura ancora molto complessa, ancora da studiare, da comprendere», simbolo di chi «ama essere amato ma non vuole amare». Al suo fianco c’è Eco, emblema di un amore incondizionato che non trova ascolto né rispetto. «Rappresenta quella persona che ama senza comprendere che il suo amore è a senso unico», racconta Meola. «Eco nello spettacolo è una voce non ascoltata, derisa, punita ma che sa sempre come ritornare. È con lo sguardo che Eco comunica, con l’anima, il corpo ed i respiri. Un lavoro attoriale difficile quello di poter esprimere tutto in ogni modo tranne che con la voce».
Particolarmente significativa, quindi, è la scelta registica riservata a Eco. Pur essendo la protagonista, la sua è una presenza quasi priva di voce. Pur essendo la protagonista, la sua è una presenza quasi priva di voce. Accanto a lei prendono vita anche le ninfe dei boschi, che inseguono invano l’amore di Narciso fino a trasformarsi esse stesse in eco: un processo evocato attraverso il movimento scenico e la fisicità di danzAttrici, che amplifica il senso di una sofferenza destinata a risuonare oltre ogni parola.
Nella nuova lettura del mito fatta da Meola è introdotta la figura di Aminia, uomo anch’egli innamorato di Narciso, che «da lui viene ingiuriato a tal punto da togliersi la vita pur di dimostrare i suoi sentimenti. Un mito non smette mai di parlare ad un pubblico e di lasciarsi scoprire, sono storie che narrano della capacità di un essere umano nel poter essere milioni di riflessi, di sfaccettature, di volti». Questo personaggio amplia ulteriormente la riflessione sulle molteplici forme dell’amore, del rifiuto e della sofferenza.

Lo spettacolo si inserisce nella quarta edizione della rassegna, che quest’anno si rinnova assumendo il titolo “SiAmoCreaTUre“. Un cambiamento che richiama il pensiero di San Francesco e il Cantico delle Creature, ponendo al centro un percorso dedicato ai temi dell’amore, della ricerca di senso, della vita e della salvezza. «Ogni sentimento umano e divino si incontra – sottolinea Meola – dando vita a tematiche di amore e ricerca di vita e salvezza». Un filo conduttore che, come da tradizione della rassegna, unisce i diversi spettacoli in un dialogo continuo tra compagnie, artisti e pubblico.
Con “Eco & Narciso”, Okiko the Drama Company propone così un viaggio teatrale che supera la semplice rilettura del mito per trasformarsi in uno specchio del nostro tempo, invitando gli spettatori a riconoscersi nelle fragilità, nei desideri e nei silenzi dei suoi protagonisti.
Per info e prenotazioni, è possibile contattare Piergiorgio Meola al numero 3888743393.















