Nel pomeriggio di mercoledì 17 dicembre, dalla Chiesa del Sacro Cuore di Bitonto si sono levate autentiche “Note di Pace”: protagonisti sono stati gli studenti dell’Istituto Benjamin Franklin, impegnati in uno spettacolo natalizio intenso e corale, interamente dedicato alla riflessione sui temi della guerra e della pace. Un appuntamento che ha saputo coniugare musica, parola e testimonianza, trasformando la tradizionale celebrazione natalizia in un momento di profonda consapevolezza civile.
Ospiti della serata sono state Donne in Nero, associazione impegnata nella sensibilizzazione sul conflitto israelo-palestinese e particolarmente vicina alla drammatica realtà di Gaza, e Libera Bitonto, presidio di memoria e impegno civile dedicato ad Annarosa Tarantino, vittima innocente della mafia. Due presenze di forte valore simbolico, che hanno conferito allo spettacolo una dimensione etica e sociale ancora più incisiva. A sottolinearne l’importanza è stato l’Assessore Christian Farella, il quale ha richiamato l’attenzione su un principio fondamentale: la pace nasce dai piccoli gesti quotidiani e rappresenta una responsabilità collettiva che le istituzioni cittadine sentono profondamente propria.
Con questa consapevolezza sono entrati in scena i giovani studenti, presentati dalla Dirigente scolastica, dott.ssa Rosangela Perniola, che con cura, dedizione e sensibilità ha seguito la realizzazione dello spettacolo in ogni suo dettaglio. Il percorso artistico e narrativo si è articolato attraverso canti significativi, poesie di grandi autori, citazioni tratte da celebri capolavori della letteratura, interpretate non solo in lingua italiana, ma anche in inglese, francese e spagnolo, a sottolineare la natura universale del messaggio proposto: l’urgenza di un’umanità unita, inclusiva e accogliente, non limitata al tempo del Natale, ma estesa all’intero arco dell’anno.

Momenti di intenso e silenzioso confronto sono stati offerti dalle testimonianze affidate alla voce degli studenti: domande semplici e laceranti, capaci di aprire squarci di realtà lontane ma terribilmente presenti. Che cos’è il Natale per un bambino che vive a Gaza? E come si colma l’assenza di un marito lontano, per una donna ucraina segnata dalla guerra?
A scandire il ritmo emotivo della serata, un percorso musicale che ha attraversato epoche e linguaggi: dall’iconica “Imagine” di John Lennon alla più contemporanea “Tango” di Tananai. Ogni canto, ogni nota ha contribuito a scolpire emozioni profonde, coinvolgendo il giovane coro e un pubblico visibilmente commosso. Fondamentale il contributo del Maestro Alberto Iovene, che ha accompagnato al pianoforte le esibizioni, e il progetto creativo dei docenti di Lettere, prof. Giuseppe Cuoccio e prof.ssa Ketty Persia, artefici di uno storytelling capace di intrecciare passato e presente, memoria storica e urgenza dell’attualità.

L’evento resterà impresso nella memoria di tutti i partecipanti come un monito e, al tempo stesso, come una promessa: il mondo è costruito da chi lo abita, ma soprattutto da chi lo abiterà più a lungo. E ai giovani, ieri come oggi, spetta il compito più alto: ricordarci che le guerre sono pessimi scalpelli per edificare un futuro di pace.
La classe III A

















