È il primo vero kolossal del cinema italiano, prodotto tre anni prima del più famoso Cabiria, che inaugurò il genere peplum, quello dei film in costume nei quali mitologia e storia si fondevano in una narrazione accattivante dall’ ampio riscontro popolare.
Qui il soggetto è niente meno che di Dante Alighieri ma la regia è di Francesco Bertolini, Adolfo Padovan e Giuseppe de Liguoro, che è anche attore nei ruoli di Farinata degli Uberti, Pier delle Vigne e Ugolino della Gherardesca.
“L’Inferno”, prodotto dalla Milano Film in una forma ridotta fin dal 1909 ma distribuito, nella sua durata definitiva di 65 minuti e 54 quadri, nel 1911, fu proiettato in numerose capitali europee e financo negli Stati Uniti, conseguendo un successo enorme e raccogliendo pareri molto favorevoli e recensioni entusiastiche da parte di personalità famose come Matilde Serao e Benedetto Croce. Il film segue in maniera pressoché fedele la trama della prima Cantica dantesca, discostandosene solo in qualche passaggio e saltando qualche personaggio (Brunetto Latini, ad esempio), ed offre un buon risultato sul piano filologico per chi conosce l’opera.
Esso, inoltre, si avvale di tecniche cinematografiche, per noi elementari se non addirittura rozze ma, all’epoca, molto avanzate, con cui si ribadisce la capacità attrattiva di tipo quasi circense del cinema delle origini: la sovrimpressione, la dissolvenza, un (rudimentale tentativo di) montaggio, qualche trucco scenico dal sapore chiaramente teatrale, che non mancarono di stupire e sollecitare il favore del pubblico.
Esso, oggi, è una testimonianza preziosa della popolarità della Divina Commedia, che è la prima opera letteraria ad essere trasposta in una dimensione filmica di un certo spessore ed impegno e con una notevole accuratezza nei particolari.
A tale scopo, giovedì 18 dicembre, alle ore 17,30, nella Sala degli Specchi a cura del Comitato bitontino della Società Dante Alighieri sarà proiettata la versione restaurata dell’Inferno, accompagnata dalla recitazione di brani scelti della prima Cantica – voci di Raffaele Ruberto, Lillino Sannicandro, Nicola Liso, Fiorella Carbone, Isabella Fornelli, Vincenzo Pannarale, Vito Stallone, Nicola Fiorino Tucci – coerenti con le immagini e da un sottofondo musicale come accadeva nel primo trentennio del Novecento. L’ingresso è libero.

















