Ci sono spettacoli che intrattengono e altri che raccontano un percorso. Moulin Rouge, il nuovo saggio-spettacolo dell’Opificio delle Arti, in scena il 3 luglio allo Showville di Bari, appartiene decisamente alla seconda categoria.
Liberamente ispirato al celebre musical di Baz Luhrmann, lo spettacolo conduce il pubblico nella Parigi della Belle Époque, tra il fascino del celebre cabaret, il fermento artistico di Montmartre e una storia d’amore diventata simbolo universale. Ma, al di là della suggestione scenica, il messaggio che attraversa l’intera produzione è profondamente contemporaneo. La celebre frase che conclude il film – «La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare» – diventa infatti il filo conduttore di un progetto che parla di educazione prima ancora che di spettacolo.
«È una frase che ci rappresenta», racconta la direttrice artistica Graziana Putignani. «L’amore è il primo ingrediente del nostro lavoro quotidiano. È quello che mettiamo in ogni lezione, in ogni prova, in ogni correzione. È ciò che cerchiamo di trasmettere alle nostre allieve e ai nostri allievi, perché la danza non forma soltanto artisti: forma persone.»
Ed è proprio questo il tratto distintivo dell’Opificio delle Arti, realtà che negli anni si è affermata come uno dei centri di formazione artistica più vivaci del territorio. Un luogo in cui tecnica, disciplina e creatività convivono con l’attenzione alla crescita umana di ogni allievo/a.
I risultati ottenuti nel corso dell’ultimo anno confermano questo percorso. Numerosi riconoscimenti e vittorie nei principali concorsi nazionali hanno premiato il lavoro della scuola e delle sue giovani danzatrici e dei suoi giovani danzatori. Successi che rappresentano certamente un motivo di orgoglio, ma che non esauriscono il significato del progetto educativo.
«I premi sono importanti perché riconoscono l’impegno e la qualità del lavoro», osserva la regista Elisabetta Tonon. «Ma il nostro traguardo più grande resta vedere ragazze e ragazzi che imparano a sostenersi, ad avere fiducia nelle proprie capacità, a mettersi al servizio del gruppo. In fondo, anche il teatro e la danza insegnano ad amare: il proprio talento, il lavoro degli altri e la responsabilità che ciascuno ha nei confronti della comunità.»
Per dare vita a questo universo scenico è stato necessario un lungo lavoro corale. La direzione artistica è affidata a Graziana Putignani, mentre la regia e l’adattamento drammaturgico portano la firma di Elisabetta Tonon. Le coreografie sono curate da Graziana Putignani, Fabrizio Delle Grazie, Carla Mongelli e Lea Continisio, con l’assistenza alle coreografie di Arianna Garofalo e Monica Putignani.
È proprio questa coralità a rappresentare uno dei punti di forza della produzione. Dietro ogni scena, ogni cambio di luce, ogni passo di danza c’è una comunità di professionisti che mette competenze, esperienza e sensibilità al servizio di un unico obiettivo: regalare al pubblico uno spettacolo capace di emozionare e offrire ai giovani e alle giovani interpreti un’esperienza destinata a lasciare un segno.
Il sipario si aprirà su una Parigi scintillante fatta di musica, colori e movimento. Ma ciò che il pubblico vedrà sarà soprattutto il risultato di mesi di studio, dedizione e passione condivisa.
Perché, proprio come insegna Moulin Rouge, la bellezza nasce dall’incontro tra Verità, Bellezza, Libertà e Amore.
E forse è proprio quest’ultimo il messaggio più prezioso che l’Opificio delle Arti consegna ai suoi allievi e al suo pubblico: che il talento può essere coltivato, la tecnica può essere perfezionata, il successo può arrivare. Ma l’unica forza capace di dare davvero significato all’arte, all’educazione e alla vita resta sempre la stessa: l’amore.
















