La crisalide, che sa d’avere destino di farfalla, evoluisce leggiadra sull’impiantito e resta sospesa nel breve cielo della scena, finché non si compie il miracolo della sua bellezza.
Ora, chiudete gli occhi, gentili lettori, e immaginate un ragazzino con ali invisibili, magari dipinte d’aurora, che aereo volteggia su di un palco, con un sorriso puro come un mattino di primavera, e riconoscerete il bitontino Antonio Grumo.
Ammesso, a soli undici anni – ecco la notizia strabiliante -, al 2º corso della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Così, d’emblée (ma fino a un certo punto), mercè solo la sua arte sublime, nell’Eden della danza.

Tre sono state le tappe che han fatto issare fin lassù questo piccolo grande talento: prima, l’invio di un video con l’esecuzione di esercizi, finalizzati a valutare le doti fisiche, tecniche e le attitudini del candidato; poi, l’indispensabile visita medica ortopedica e cardiologica, riservata esclusivamente ai candidati che hanno superato la prima fase della selezione; infine, un severo periodo di prova, al quale si accede solo dopo il giudizio favorevole e insindacabile della commissione medica.
Al termine di questa faticosa e ineludibile trafila, Antonio ha sostenuto l’esame finale, davanti a una commissione presieduta dal direttore della scuola Frèdèric Olivieri e dagli insegnanti, ottenendo così l’ammissione al prestigioso corso che dicevamo.
In parallelo, il nostro valentissimo concittadino aveva guadagnato anche l’accesso alla Accademia Nazionale di Danza di Roma e alla Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli.
Un risultato straordinario, dunque, per Grumo, formatosi presso la scuola di danza BallettoOggi, diretta dalla Maestra Mariella Rana a Modugno, dove ha intrapreso il suo percorso di studio nella danza classica, e perfezionatosi successivamente, soprattutto tecnicamente, sotto la guida del Maestro Vito Iacobellis.
Insomma, l’oro e l’azzurro dei sogni sono pronti ad abbracciare il volo dello splendido Antonio, che siamo certi non si stancherà mai della sua eccelsa, lucente sorte…
















