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Home » Livio Minafra presenta “Nastri perduti” alla Libreria del Teatro

Livio Minafra presenta “Nastri perduti” alla Libreria del Teatro

Modera l'incontro il direttore del daBitonto, Mario Sicolo

La Redazione by La Redazione
24 Giugno 2026
in Cultura e Spettacolo, Secondo Piano
Livio Minafra presenta “Nastri perduti” alla Libreria del Teatro
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Una nuova tappa si aggiunge all tour di presentazioni letterarie di “Nastri perduti” di Livio Minafra il 26 giugno. C’è una storia d’Italia che non si trova nei manuali, che non ha il volto dei condottieri o dei politici, ma quello dei barbieri, dei sarti, dei medici, degli artigiani. È una storia che risuona tra le casse armoniche delle feste patronali, tra le prove serali nelle sedi delle bande, nei contratti firmati per poche lire, nelle prime incisioni custodite su nastri magnetici destinati a impolverarsi in qualche cassetto. È da qui che nasce “Nastri perduti. La banda, il jazz, il sud (Vol. 1)”, il nuovo libro di Livio Minafra, pubblicato da Timoteo Edizioni: un’opera che riporta alla luce venti volti di musicisti del Meridione d’Italia che, a partire dal secondo dopoguerra, hanno fatto la storia della musica classica, bandistica, jazz e leggera. 

Il volume sarà presentato il 26 giugno alle ore 18.30 presso la Libreria del Teatro di Bitonto. Durante l’evento l’autore dialogherà con il giornalista Mario Sicolo. Un’occasione di confronto e condivisione che farà luce sul percorso che ha portato alla nascita del libro. L’obiettivo? immergersi in un patrimonio sonoro e umano che continua a parlare al presente.

Il libro è il frutto di un’idea maturata e coltivata dal 2017, quando Minafra ha iniziato a raccogliere dati, testimonianze, racconti, materiali sonori e documenti legati ai cosiddetti “Lost Tapes”, i nastri ritrovati che custodivano incisioni preziose dal 1952 a oggi. Attraverso un rigoroso lavoro di ricerca e restauro, sono riemerse registrazioni di straordinari strumentisti, ma insieme ai suoni sono tornate alla luce fotografie, video, storie e aneddoti che il tempo rischiava di cancellare. L’oblio, si sa, scorre silenzioso; e spesso travolge proprio le pagine più autentiche, quelle che non hanno goduto di notorietà o esposizione mediatica. “Nastri perduti” è allora un atto di restituzione e di memoria, un gesto necessario per preservare un patrimonio culturale che appartiene non solo alla Puglia, ma all’intero Paese.

Entrare tra le pieghe delle storie raccontate da Livio Minafra, in parole e musica, significa ripercorrere la storia del Novecento italiano da una prospettiva inedita e profondamente umana. I protagonisti non sono eroi celebrati, ma uomini uniti dalla stessa passione per la musica, capaci di trasformare le piazze dei paesi in teatri a cielo aperto. La banda, i giri per il paese, i maestri, le gare tra bande, le orchestre, la RAI, il jazz, l’incontro con gli americani, i solisti di flicornino, i complessi musicali, i compositori: tutto si intreccia sotto il cielo del Meridione, in particolare della Puglia, tra Ruvo di Puglia, Squinzano, Francavilla Fontana e tanti altri centri che hanno visto nascere e crescere talenti straordinari.

Le venti storie raccolte nel volume sono un mosaico di tradizione e innovazione, passione e ambizione, sacrifici e divertimento. Attraverso biografie, interviste e ricordi, Minafra accompagna il lettore dentro un mondo in cui la musica non era solo intrattenimento, ma strumento di elevazione culturale e riscatto sociale. Sono pagine che raccontano di contadini e artigiani con le mani callose e il volto segnato dal sole, capaci però di riconoscere un’opera dalle prime battute, di distinguere un’esecuzione, di apprezzare la qualità di uno strumento. L’opera lirica, grazie alle bande, diventava patrimonio condiviso, linguaggio comune, emozione collettiva.

Il libro stesso prende avvio da un incontro emblematico, quello con Franco Chiarulli, gommista di Ruvo di Puglia, che segna l’inizio di un percorso umano e artistico destinato a trasformarsi in un’opera di ampio respiro. Tra i musicisti raccontati figurano Enzo Lorusso, Sandrino Di Rella, Nunzio Iurilli, Basilio Giandonato, Menghino Saulle, Pipuccio Pellicani, Franco Sette, Vincenzo Ciliberti, Marino e Mike Pellegrini, accanto a figure collaterali preziose come Mimmo Fiore, Aldino Miceli e lo stesso Franco Chiarulli: nomi che, pur lontani dai riflettori della grande industria culturale, hanno inciso profondamente nella memoria musicale del territorio.

Classe 1982, Livio Minafra è compositore e pianista tra i più originali della scena jazz europea, vincitore del prestigioso Top Jazz nel 2005, 2008 e 2011. Si esprime soprattutto in piano solo, ambito in cui ha pubblicato album di rilievo internazionale come La dolcezza del grido (Leo Records), La fiamma e il cristallo (Enja Records) e Sole Luna (Incipit Records), oltre a guidare il Livio Minafra 4et in Surprise!!! (Enja Records). Diplomato in Pianoforte, Musica Jazz e Strumentazione per Banda al Conservatorio Piccinni di Bari e in Composizione al Conservatorio Duni di Matera, affianca all’attività concertistica quella di autore di colonne sonore, tra cui i film Ameluk di Mimmo Mancini ed Essere Gigione di Valerio Vestoso. Ha prodotto il docufilm Iazz Bann sul dopoguerra jazzistico in Puglia e, con Angapp Music, cura la collana Lost Tapes, dedicata alla riscoperta di musicisti del passato. Nel corso della carriera ha collaborato con importanti protagonisti del jazz internazionale, incidendo per etichette italiane ed estere come Raitrade, Stradivarius, CNI, Enja, Leo Records e Ogun. Docente di Pianoforte Jazz al Conservatorio Piccinni di Bari, è autore di testi dedicati all’improvvisazione e al jazz europeo, ha diretto il festival della Musica Totale, codiretto il Talos Festival e attualmente dirige il festival Sonoro Sud. Ha suonato in tutti i continenti, ricevendo numerosi riconoscimenti della critica italiana e internazionale, che lo annoverano tra i talenti più significativi della sua generazione.

L’evento del 26 giugno è ad ingresso libero.

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