Meraviglia, bontà e bellezza sanno compiere umani miracoli anche quando chi le deteneva preziosamente non c’è più.
È successo ieri sera, presso la sede dell’associazione culturale Mo’Heart, ove si è tenuto il vernissage della personale di pittura della stupenda artista di gran vaglia Raffaella Martino.
“Seguendo le orme della tua Arte, ti abbiamo ritrovata sorridente tra i versi delle tue dolci liriche e i colori sgargianti della tua pittura. Abbracciati dai colori e dal calore della tua creatività ci siamo sentiti tutti un po’ meno soli ma con gli occhi bagnati da profonda commozione“, ha sottolineato l’anima del sodalizio organizzatore insieme alla famiglia Cariello, Damiano Bove.
In linea con lo spirito dell’iniziativa, Tina De Santis ha dedicato a “Raffa” una poesia dal titolo significativo “Seguimi“:
“Seguimi
centro instabile
di un mondo in cammino,
traccia onde e solchi incastonati nella terra.
Seguimi con passo lento
sublime, ricurvo sull’esistenza.
Sono bambino che conduce e ama
ciò che l’uomo nega.
Sono strada che non conosce odio,
luce che si staglia su profili magmatici,
sono speranza per un mondo migliore“.
Dopo l’intervento del direttore del “da Bitonto”, Mario Sicolo, è stata la volta di Damiana Nella Riccardi, che all’amica di gioventù, e cioè di sempre, ha dedicato una lettera toccante: “Per me è difficile parlare di Raffaella, ma proverò a farlo non tenendo conto della sua poliedricità artistica (di cui si è già ampiamente parlato) e mi atterrò solo alla figura della donna amica.
Eravamo tre amiche strette in un bellissimo volersi bene.
Un’amicizia vissuta in tempi difficili (si era a cavallo degli anni 70/80) e noi eravamo corde di uno stesso strumento: quello del rinnovamento, delle grandi battaglie, della richiesta di spazio e di riconoscimenti.
Eravamo donne che conoscevano il loro valore e volevano che esso andasse oltre il semplice essere mogli, madri, sorelle o figlie e per questo studiavano leggevano si confrontavano. chiedevano senza sosta, esultando anche per ogni più piccola vittoria femminile.
Un’amicizia serena, la nostra, che sapeva essere sempre presente.
Un sentimento che dava tranquillità e conforto alle confidenze, ascoltando e comprendendo senza l’ombra di un benchè minimo giudizio,
Ognuna di noi aveva un sogno nel cassetto e quel sogno era il segreto che ci univa, ci rendeva un blocco unico. con quel tocco di sicurezza che solo la giovinezza sa dare e che a volte
ci portava a sognare ad occhi aperti.
Ma eravamo anche la triade dell’allegria. della gioia di vivere, del gusto dello scherzo e dell’amore per i nostri figli per i quali speravamo in un bellissimo e luminoso futuro (come sempre accade) e con una Raffaella piena di vitalità esuberanza e curiosità infinita.
Per lei intervenire in ogni occasione era vitale ma mai fuori luogo
con lei non c’era tregua era un vulcano di idee scherzi e risate.
E quando come al solito mi diceva: sei un pozzo senza fine, una ne pensi e cento ne fai scoppiando a ridere divertita, sapeva con certezza che in realtà era un semplice guardarsi allo specchio.
Per lei il volontariato era importante e per questo accoglieva con gioia ogni mia proposta al riguardo, poiché in lei non si spegneva mai la voglia di dare che fosse un sorriso, una carezza, un esempio, un aiuto, e proprio come tra di noi, c’era sempre la mano tesa anche con gli altri.
E così, nonostante lo scorrere del tempo e la distanza che ci ha tenute lontane, (la vita si sa segue strade diverse) lei per me è rimasta la stessa Raffaella di allora: cioè il sole d’inverno, l’acqua fresca d’estate, l’allegra risata, lo sguardo pulito, la certezza del buono, la spinta, la verità, la fiducia in un mondo più giusto e tutto quello che oggi rivive in ogni traccia da lei lasciata, per cui ora dialogando ancora una volta con lei mi sento di dirle:
Raffaella
Non ho conosciuto la tua sofferenza, ma ho pianto per te
Non posso riportarti qui, né rivivere i tuoi ricordi, ma posso riandare ai nostri giorni felici
Non posso donarti ancora un futuro, né offrirti più nulla, ma nei tuoi colori rileggo tuttora la tua anima/farfalla
E se non posso più stringerti la mano, per me resti la donna/amica di sempre:
forte eppure fragile, sincera, esuberante, colta, eccellente, delicata, compassionevole, e proprio per tutto questo UNICA“.
La mostra sarà fruibile ai visitatori dall’ otto al quindici marzo presso la nostra saletta di Muro Porta Robustina 87. Dalle ore18, 00 alle 20,30.

















