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Home » La musica come emozione dell’anima. L’incontro con il maestro brasiliano Roberto Duarte

La musica come emozione dell’anima. L’incontro con il maestro brasiliano Roberto Duarte

"Essere felici significa anche piangere. Anche quella è una forma di emozione ed emozionare è l’essenziale" Mi piace pensare a noi come dei medici. Curiamo l’anima"

Viviana Minervini by Viviana Minervini
6 Agosto 2013
in Cultura e Spettacolo
La musica come emozione dell’anima. L’incontro con il maestro brasiliano Roberto Duarte
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Per la seconda volta,
dopo la prima edizione a novembre, si è svolta nella nostra città la masterclass “Corso Internazionale di
Direzione d’Orchestra”
, ospitata dal Teatro comunale “Tommaso Traetta” dal 30 luglio ad oggi 7 agosto e tenuta dal maestro
brasiliano Roberto Duarte.

Questa autentica scuola di formazione  rientra
nell’articolato programma dell’Apulia
Music International Festival
(AMIFest), con la direzione generale del
soprano Konomi Suzaki e la direzione
artistica del maestro Vito Clemente.

Questa sera ai Giardini
Pensili è in programma il Concerto
Finale
del corso, durante il
quale gli undici allievi del corso,
dieci italiani e una serba, si esibiranno nella direzione dell’Orchestra del Teatro Traetta. 

Per l’occasione il “da
Bitonto”
ha incontrato il maestro Roberto
Duarte
, che in buon italiano ha soddisfatto le nostre curiosità in
merito.

«È davvero importante avere un corso così – ha esordito
-. Gli undici ragazzi hanno origini diverse e arrivano da Civitavecchia, Barletta,
abbiamo anche una ragazza dalla Serbia e questo significa che il corso sta
funzionando.

Abbiamo unito una parte puramente teorica ad
una pratica. Nonostante il repertorio difficile, i ragazzi si sono districati
bene».

Cosa, e cosa ha significato, per lei essere
direttore di un’orchestra fatta di anime, uomini?

«Prima
di qualsiasi cosa, un direttore deve essere in grado di fare formazione morale e
umana, perché si è direttori di un gruppo di persone e non dittatori. Tutti i
componenti sono strumenti umani. Parlo molto con i miei ragazzi.

I
gesti devono essere quelli giusti, bisogna capire la psicologia del gruppo e
farsi comprendere al meglio.

È importante
dare ai ragazzi i giusti stimoli per poter crescere
. Sono esseri umani che hanno mal di testa,
problemi in famiglia e sta a chi dirige capire, comprendere ed essere musica
insieme a loro.

Tutto
quello che si fa è per il pubblico. I direttori sono ponti a due arcate.
Bisogna conoscere e farsi interpreti di quello che voleva trasmettere l’autore,
quello che deve esprimere il musicista con lo strumento e così consegnarlo agli
spettatori».

Il
pubblico. Un pubblico esigente, come arriva oggi la gente a teatro?

«La
gente va a teatro per passare il suo tempo. Come quando accende la televisione
o gli aggeggi che al giorno d’oggi tutti hanno tra le mani e in pochi secondi
ti collegano con il mondo intero.

A
noi sta fare la differenza. Se si riesce a far felice una persona, per pochi
minuti siamo riusciti nel nostro intento.

Essere
felici significa anche piangere. Anche quella è una forma di emozione ed emozionare è l’essenziale.

Mi
piace pensare a noi come dei medici. 
Curiamo
l’anima».

Tanti
gli anni di carriera, ha diretto decine di orchestre in Brasile, in Europa, quale
è il momento che ricorda con maggiore felicità?

«Dopo
quarantasette anni di carriera posso dire che il momento più importante è
quello che stiamo vivendo oggi. Quello più felice è  quello che compiremo appena usciti da questa
stanza, quando riusciremo a trasmettere la nostra esperienza a chi sta
cominciando ad affacciarsi al mondo che abbiamo calpestato da più tempo».

I
progetti per il futuro?

«Sarebbe
bello allargare il corso, creare un vero e proprio corso di formazione. Il
maestro Vito Clemente è in gamba, stiamo lavorando molto bene insieme. La
storia e le più importanti attività si realizzano partendo dalle piccole cose e a me piace vedere sempre il bicchiere mezzo pieno».

Aspettiamo, dunque, questa sera per ascoltare le
meravigliose note dell’Orchestra del Teatro Traetta e degli undici ragazzi della
masterclass alle ore 21.00, con
ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. 

Tags: ami festapulia music international festivalgiardini pensilikonomi suzakimasterclassorchestraroberto duarteteatro traetta
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