Qual è il senso della guerra? Contro chi si sta combattendo?
Tra Conversano, Corato e poi a Bari, in questi giorni, sono state le domande che sono riecheggiate grazie allo spettacolo dell’attore romano Elio Germano, che sta portando in scena “La guerra com’è”, una riflessione seria e quanto mai attuale sulla situazione contemporanea mondiale vista con gli occhi di Gino Strada, il medico , scrittore e filantropo fondatore di “Emergency” morto nel 2021. E così, il giovane attore capitolino, accompagnato dalla fondamentale e quanto mai da brividi musica di Teho Teardo nonchè da alcune immagini che hanno lasciato il segno, ha raccontato, in circa un’ora, numeri, interrogativi e risposte sulla guerra. Anzi, sulle guerre. Che non è qualcosa di inevitabile – ha ribadito Germano/Strada – è solo una pessima abitudine e una scelta che non ha funzionato. Ed ecco che si fanno spazio nella mente la Dichiarazione dei diritti umani del 10 dicembre 1948; la Conferenza mondiale del (finto) disarmo a Ginevra nel 1923 e quella di Rosenstein dieci anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale. E ancora: la spesa militare globale è di duemila miliardi di dollari, mentre quella per la sanità è di due miliardi. Ogni F35 costa 135 milioni di euro, cifra con cui si potrebbero ricavare ben 1.000 posti in terapia intensiva. “Spetta a noi, dunque, invertire la rotta e alzare la voce” è stato l’invito dal palco.
“La guerra com’è”, quindi, è una riflessione profonda e radicale sul ripudio della guerra e sul diritto universale alla salute. “Il libro – evidenzia l’attore di “Mio fratello è figlio unico”, “Tre ciotole”, e tante altre pellicole di successo – è forte ma semplice nel linguaggio, il modo di dire le cose di una persona molto competente che ha vissuto esperienze importanti e non può fare a meno di raccontarle, senza retorica. Il racconto di chi la guerra l’ha vissuta dalla parte di chi ricuce, di una persona che non è interessata ai colori degli schieramenti, ma a rimettere insieme pezzi di umanità scomposta, è una cosa forte e rivoluzionaria in questo momento storico”. “Quando leggo le sue parole – spiega, invece, Teardo – vengo travolto da un’energia irresistibile che mi fa venir voglia di fare, di costruire qualcosa, di reagire. Anche quando arrivano dall’epicentro di una tragedia umanitaria, dal mondo che va in frantumi. Lo faccio con la musica che è ciò con cui mi sintonizzo con il mondo”.

















