Il mondo dell’arte è, per definizione, un sistema complesso. Nelle periferie — siano esse geografiche o d’attenzione rispetto alle aree metropolitane — la perdita di visibilità è spesso un dato quasi scientifico, aggravato dal disinteresse delle amministrazioni. Tuttavia, esistono storie a lieto fine scritte da chi l’arte la sostiene attivamente.
È il caso del Circolo Fotografico Bitonto, il vero motore economico e organizzativo di questa iniziativa. Con uno sforzo encomiabile, il Circolo ha scelto di investire risorse e visione per portare a Bitonto, per la seconda volta in tre mesi, un gigante della fotografia internazionale: il fotoreporter Ugo Panella.
L’evento, coordinato da Mariangela Verriello, ha trovato casa in un luogo simbolo della formazione: il Liceo Scientifico e Artistico “G. Galilei”. Qui, la nuova Dirigente Scolastica Anita Amoia, con spirito lungimirante, ha accolto la proposta condividendola con l’intera istituzione.
L’impatto sugli studenti è stato immediato. Al suono della campana, il caos dell’assemblea d’istituto si è trasformato in un silenzio quasi religioso. Nell’auditorium e nelle aule, le voci dei ragazzi si sono spente per lasciare spazio alle immagini e alle parole di Panella. Non è stata solo una lezione di fotografia, ma un viaggio nell’impegno civile.
Dalla partenza per i territori di crisi fino allo scatto finale, Ugo Panella fonde arte e testimonianza. La sua forza risiede nella capacità di:
- Rendere visibile l’invisibile: dando voce a chi resta ai margini della cronaca.
- Creare connessioni: trasformando l’immagine in un ponte tra realtà lontane e la nostra coscienza.
- Educare lo sguardo: insegnando che fotografare significa, prima di tutto, comprendere e rispettare.
Un’occasione preziosa per riflettere sul potere dell’immagine come strumento di verità, resa possibile dalla sinergia tra la scuola e il prezioso investimento del Circolo Fotografico Bitonto.
( di Giuseppe Fioriello)
















