DI DAMIANO BOVE
La forza espressiva del colore sprigiona la sua massima potenza creativa nelle tele del maestro Frank Volpicella, che propone nella sua pittura un innovativo linguaggio denominato Fluid Art.

Nato nel 1952 è emigrato negli Stati Uniti d’America all’età di 13 anni dove concluse gli studi laureandosi in Economia e Commercio e lavorando presso la borsa valori di Wall Street. Successivamente decise di cambiare settore e incominciò una nuova esperienza lavorativa, presso una ditta farmaceutica dove rimarrà per 17 anni. Sposato con due figli, nel 1990 rientra in Italia per poi stabilirsi definitivamente nel suo paese nativo a Giovinazzo.
Fin da piccola età, nutriva una spiccata passione per l’arte in particolare come ritrattista specializzato in carboncino. Grazie all’esperienza americana ha potuto ampliare la sua visione artistica.
Nel periodo covid conosce una nuova tecnica di pittura chiamata fluid art diffusa in America, Canada e Australia. Affascinato da questa pittura, incominciò una nuova ricerca e formazione di tre anni, riuscendo ad ottenere ottimi risultati nei suoi capolavori.
La sua pittura è a mio avviso una scomposizione e ricomposizione frammentata di vari stati d’animo. Osservando le sue opere per la prima volta, sono stato letteralmente rapito dalla spiritualità teneramente dispiegata sulle sue tele, oltre che dalla sua particolarissima tecnica utilizzata.
La sua pittura è il risultato di una tecnica pittorica astratta e contemporanea che consiste nel versare colori acrilici fluidi spesso mescolati con colla vinilica, su una superficie di solito tele.
Il colore viene fatto scorrere e spostare senza l’uso di pennelli, creando effetti dinamici e imprevedibili. Alla colla vinilica di solito viene anche aggiunto olio di silicone che crea effetti a bolle sulla superficie e grazie alla forza di gravità e di phon o cannucce si creano disegni originali.
La sua pittura, tuttavia, non lascia niente al caso ma è il frutto di una ricerca di armonie, di movimenti canalizzati a creare determinati disegni e immagini astratte, in cui colori interagiscono, si fondono secondo un progetto intenzionale.
L’esplosione di colore che ne deriva crea un impatto visivo forte ed esaltante che dona all’osservatore un senso di pace e serenità lasciando spazio all’immaginazione, al ricordo e alle sensazioni più piacevoli.
Mi è piaciuto disporre le varie tele nella sede dell’associazione “Mò Heart” (mostra visitabile ogni giorno fino al 23 maggio, dalle 18.30 alle 21) come in una sequenza di immagini vista da un treno in corsa, lascio spazio ai visitatori per immergersi in una nuova avventura visiva.
















