Un ritorno al passato che si trasforma in occasione di consapevolezza, un viaggio nella memoria capace di parlare a un’intera generazione. “La cena”, romanzo d’esordio di Nicola Antonio Giovanni Liso, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è una storia intima e universale che intreccia amicizia, tempo e identità.
Il protagonista, Nicola Belviso, è un medico sessantenne in servizio in un ospedale di Bari. La notizia improvvisa della morte di un ex compagno di liceo, stroncato dal Covid, incrina l’equilibrio della quotidianità e innesca una riflessione profonda sul tempo che passa, sulle occasioni perdute e sul valore dell’amicizia. A riaprire definitivamente la porta dei ricordi è la telefonata di un vecchio amico, che trascina il protagonista – e con lui il lettore – negli anni dell’adolescenza, tra amicizie mai davvero interrotte, goliardia e sogni di estati senza fine nel Salento degli anni Settanta.
Il romanzo si muove con leggerezza tra ironia e commozione, restituendo il ritratto di una generazione che si scopre adulta quasi senza accorgersene. La cena non è soltanto un racconto nostalgico, ma una riflessione sul valore dei legami, sulla forza dell’amicizia e sulla necessità di guardare al passato per comprendere il presente. Al centro dell’opera, l’importanza dei ricordi, non meri rimpianti o sterili prove di memoria, ma strumento di rinascita e riconciliazione con sé stessi.
Nicola A.G. Liso, medico ospedaliero in pensione, è nato a Bitonto nel 1958, città in cui vive tuttora. Con questo romanzo firma la sua prima pubblicazione. Edito nella collana “Nuove voci strade”, il volume, di 220 pagine, è disponibile in libreria e nei principali store online.
















