C’è la mano di un nostro concittadino di gran vaglia dietro le quinte del docufilm Rai “Falcone e Borsellino – Il fuoco della memoria”, andato in onda qualche sera fa sul canale tematico Rai Storia.
Aiuto regista di Ambrogio Crespi, infatti, è stato Michele Saulle, ormai una certezza nel mondo cinematografico italiano.
Realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, l’opera vuole mantenere viva la memoria dei due magistrati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – ma pure di Francesca Morvillo e degli uomini delle rispettive scorte – e della loro lotta contro la mafia.
E lo fa mescolando sapientemente testimonianze originali dell’epoca – ormai trentaquattro anni fa – e interviste attuali a personaggi che hanno vissuto quelle vicende drammatiche. I quadri della narrazione coinvolgono ed emozionano gli spettatori, in modo tale che le generazioni che si susseguono dinanzi allo schermo siano tenute insieme proprio dall’invincibile collante memoriale.
Riconoscibile nello stile del racconto il tocco di Michele, 29enne bitontino, che, dopo importanti esperienze nella scuola Ite “Vitale Giordano” e diverse collaborazioni con agenzie giornalistiche varie, compresa la nostra testata, si è trasferito nel 2017 a Roma e si è specializzato presso il Dams e l’Accademia correlata, risultando vincitore di numerosi premi.
Grazia e sensibilità, infatti, restano le cifre distintive del giovane filmaker Saulle, al quale la redazione non può non augurare altri e più alti successi.
















