Il 27 novembre si è concluso il “fake love tour” – quando l’amore non è amore- presso la nostra scuola, l’ITES Vitale Giordano, un viaggio, a più tappe, di riflessione e sensibilizzazione per contrastare la Violenza di genere.
Promosso dal Centro Antiviolenza Io Sono Mia e con il patrocinio del Comune di Bitonto, il tour ha voluto sottolineare che contrastare la violenza sulle donne significa promuovere un profondo cambiamento culturale che parta dall’educazione alle relazioni, dal rispetto della dignità di ogni persona, dallo sbarazzarsi degli stereotipi di genere che ancora alimentano dinamiche di potere e controllo.

La giornata del 25 novembre, ufficialmente riconosciuta nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il brutale assassinio delle sorelle Mirabal, è fondamentale per tracciare un parallelo tra il sacrificio estremo e il coraggio quotidianodi milioni di donne , quel coraggio silenzioso di chi trova la forza di denunciare, di lasciare una relazione tossica nonostante le difficoltà economiche, di chiedere aiuto e decide di ricostruire la propria vita. E per commemorare tutte le donne di cui non conosciamo il nome: quelle uccise dai partner, quelle che sono sopravvissute.
È nelle piccole interazioni quotidiane che si impara cosa significa rispettare l’altro e costruire una cultura del rispetto non è un progetto che si esaurisce con qualche iniziativa ma è un impegno quotidiano, paziente, che richiede coerenza, continuità, capacità di mettersi in discussione. I/le ragazzi/e , spesso non hanno gli strumenti per riconoscere e nominare ciò che provano, per capire che i sentimenti sono legittimi ma vanno espressi in modo da distinguere l’amore dal possesso, per comprendere che la gelosia non è protezione e non può avere alcuna accezione romantica e che l’unica magia è quella della scelta.
Dopo la famiglia , la scuola è il luogo dove i/le ragazzi/e trascorrono la maggior parte del loro tempo ed è in questi luoghi che costruiscono le basi della loro identità sociale e relazionale ed investire sull’educazione al rispetto significa investire sul nostro futuro contribuendo a costruire il mondo migliore che sognavano le sorelle Mirabal. È una responsabilità immensa, ma anche un privilegio straordinario.

















