Entrando nei corridoi dell’Istituto Comprensivo Modugno Rutigliano Rogadeo di Bitonto, si ha subito la sensazione che qualcosa sia cambiato: le pareti raccontano storie, i colori parlano.

È il risultato del progetto “Esprimiti con l’arte”.
Il percorso formativo, conclusosi giovedì 16 aprile, ha coinvolto gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado. Non un semplice evento finale, ma il punto di arrivo visibile di un lavoro più ampio, che ha scelto la creatività come strumento per leggere e raccontare la realtà.

L’iniziativa, finanziata con fondi strutturali europei, si inserisce nel “Piano Estate 2025”, dedicato al potenziamento delle competenze, all’inclusione e alla socialità.
Il progetto ha coinvolto un gruppo di 22 alunni, guidati dal docente esperto prof. Cosmo Damiano Lovascio e dalla docente tutor prof.ssa Maria Vitale, entrambi insegnanti di arte e immagine. Dieci lezioni tematiche, costruite attorno a un’idea semplice: non serve saper disegnare, ma avere qualcosa da raccontare.
In questo percorso si inserisce anche la visione del dirigente scolastico Michele Bonasia, che ha sempre sostenuto un modello educativo capace di affiancare alla didattica tradizionale esperienze alternative, riconoscendo nell’arte uno strumento efficace di crescita personale e collettiva.
Ogni incontro ha offerto agli studenti uno spunto diverso, stimolando immaginazione e riflessione. Sono nati così dieci elaborati, tra linguaggi e forme differenti, in totale libertà espressiva. Nei lavori emergono richiami a artisti come Vincent van Gogh, Paul Klee e Henri Matisse.

In un contesto scolastico segnato da realtà sociali diverse, il progetto ha assunto un valore che va oltre il laboratorio. L’arte è diventata spazio di espressione autentica e inclusiva, capace di valorizzare ogni studente e trasformare le differenze in risorsa.
A chiudere il percorso, una mostra collettiva allestita nei corridoi della scuola. Le opere hanno trasformato gli spazi in un percorso visivo condiviso, restituendo alla comunità scolastica il lavoro svolto.
Educare alla bellezza, in questo caso, significa offrire strumenti per guardare il mondo con maggiore consapevolezza, per esprimersi senza timore e per riconoscere valore nelle proprie esperienze e in quelle degli altri. Significa anche rendere la scuola uno spazio vivo, partecipato.
Sul piano educativo, il progetto dimostra come la pratica artistica possa rafforzare competenze trasversali e favorire forme di apprendimento attivo. Sul piano culturale, conferma il ruolo della scuola come punto di riferimento per la crescita della comunità.
In una città complessa, dove non mancano episodi di scarso civismo tra i più giovani e recenti gesti di mancato rispetto verso il patrimonio artistico e architettonico, esperienze come questa assumono un significato ancora più forte.
La scuola, però, guarda oltre. E lo fa partendo da un’idea semplice: la bellezza non è un traguardo, ma un esercizio quotidiano.
“Esprimiti con l’arte”, grazie al lavoro dei docenti, alla visione della dirigenza e alla partecipazione degli studenti, lascia così un segno concreto negli spazi e nella vita della scuola. Non una conclusione, ma un punto di partenza.
Una sfida che continua, giorno dopo giorno.















