Singer. Un nome che, per qualsiasi sarta o anche per le casalinghe significa una sola cosa: macchina da cucire. Tra i primi strumenti di emancipazione femminile, vide il suo primo brevetto a cura di Isaac Singer nel 1851. Nei decenni successivi irruppe nelle case di tutta Europa, e anche la donna italiana, reduce dalle ristrettezze e dalle difficoltà causate del secondo conflitto mondiale, vide in essa una possibilità per fare il suo ingresso nel mondo del lavoro, rinunciando definitivamente allo stereotipo di ‘angelo del focolare’.
Ad essa è dedicato il cortometraggio “La vecchia Singer”, realizzato dagli studenti del Liceo Scientifico Galileo Galiei di Bitonto, con la guida delle docenti Anna Saracino e Antonella Portoghese e il sostegno della dirigente Angela Pastoressa. Cortometraggio realizzato nell’ambito del Piano Scuola e Competenze 2024/2025 e presentato giovedì 21 agosto a Palazzo Planelli, nel corso di “Bitonto, come eravamo“, un evento organizzato dall’associazione culturale “Cenacolo dei Poeti”.
Ad aprire la serata, Luigi Lafranceschina, pedagogista e poeta, che ha letto i suoi versi in dialetto di “San Lorenzo”, seguito dallo studente di quinto liceo Vito Cariello, che ha letto in italiano.
«Una iniziativa che ci ha visti partecipi con grande entusiasmo perché siamo convinti dell’importanza di conoscere le nostre radici, il nostro passato. Non è una rievocazione nostalgica del passato, ma una percorso di costruzione della nostra identità attraverso il dialetto, una vera e propria lingua che si fa veicolo di saperi e di civiltà» ha sottolineato la docente Anna Saracino. Sulla stessa lunghezza d’onda la collega Antonella Portoghese, che ha spiegato la genesi di un progetto didattico che è stato una forma di incontro intergenerazionale, avvicinando i più giovani a quanti hanno vissuto la quotidianità degli anni 50.
Intervenuta anche Carmela Minenna, presidente del Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto, il cui museo della civiltà contadina “Spazi della Memoria” ha ospitato, nei mesi scorsi, le riprese del cortometraggio in oggetto: «La raccolta museale curata dal Centro Ricerche non è un semplice contenitore, ma è spazio di formazione e di educazione in cui ogni oggetto si fa racconto di una comunità, di identità e di un ‘noi’ che siamo stati e che dobbiamo conoscere e far conoscere».
Vivo riconoscimento, da parte di Minenna, al consigliere Vincenzo Sannicandro che ha curato gli allestimenti del museo, trasformati per l’occasione in un set cinematografico per gli studenti del Liceo Scientifico.
Nel corso dell’evento è stato proiettato anche un contributo video dedicato alla poesia in dialetto friulano “Fontana d’acqua” con cui Pier Paolo Pasolini rese omaggio al suo paese di origine, Casarsa, inserite nella raccolta “Poesie a Casarsa”.
Intervenuto anche il sindaco Francesco Paolo Ricci, per manifestare il suo apprezzamento per l’iniziativa e per la scelta di Palazzo Planelli, recuperato attraverso fondi pubblici e restituito a nuova vitalità attraverso progetti culturali di valorizzazione della sartoria teatrale.
















