Chi ha affrontato un percorso accademico lo sa bene: a volte la vita negli atenei e nei politecnici è più complicata persino degli esami da sostenere. Non basta studiare volumi infiniti, dispense, appunti e imparare a gestire l’ansia. Bisogna fare i conti anche con professori bizzarri, colleghi troppo competitivi e intoppi burocratici.
Disavventure vissute sulla propria pelle da Giulia Saponieri e dai tanti “Valentino” e “Valentina” che condividono con lei esperienze analoghe. Sono ribattezzati così (per garantirne l’anonimato) i protagonisti delle “Storie universitarie di m***a”, raccontate sui social dalla 29enne bitontina e seguitissime dagli studenti di tutta Italia. Il suo canale tiktok conta oltre 107mila follower, il suo profilo instagram 34mila: una community costruita in meno di tre anni.
«La rubrica è nata a dicembre 2023 – ricorda la content creator –, ma all’inizio raccontavo solo le mie storie», ovvero le peripezie collezionate tra L’Orientale di Napoli, l’Università di Bari e quella di Torino.
Dopo la triennale in Lingue (inglese e cinese le sue specializzazioni), Giulia ha scelto infatti di proseguire gli studi con una magistrale in Relazioni Internazionali, non prima di aver sostenuto gli esami integrativi nell’ateneo barese. «Il mio sogno era occuparmi di marketing e curare i rapporti con l’estero – spiega –. Fui subito attratta dal programma di doppia laurea dell’Università di Torino, che mi ha dato la possibilità di frequentare in Cina corsi di marketing in stile americano», acquisendo competenze che a giugno 2022, cinque mesi prima di discutere la tesi, ha potuto mettere a frutto lavorando come dipendente di un’azienda di formazione linguistica.
«Gestivo content creator e la monetizzazione di webinar per l’apprendimento» racconta. Un’esperienza professionale non entusiasmante, da cui però è nata l’idea di mettersi in gioco in prima persona, aprire la partita IVA e mostrarsi direttamente in video.
«Mi sono detta: “Ci provo”». Nasce così “Storie universitarie di m***a”: Giulia racconta le sue difficoltà nel cambio di facoltà, la competizione tossica tra colleghi e la vicenda di un professore che pubblicò i voti di un esame (in cui fu bocciata per l’unica volta nella sua vita) proprio il giorno di Natale. Ben presto inizia a raccogliere anche le storie inviate anonimamente via mail o tramite messaggi privati dagli studenti di tutta Italia. Il meccanismo è semplice: la 28enne legge la testimonianza, ne verifica l’attendibilità e poi la trasforma in un video.
Il format prende rapidamente piede e attira persino l’attenzione dei docenti: «Qualcuno – confessa – mi ha contattata per darmi anche la propria versione dei fatti».
E con la crescita dei follower arrivano importanti collaborazioni con aziende di tutto il mondo e realtà legate alla formazione: una scommessa vinta per la bitontina, che ora ha una fiorente attività autonoma e la voglia di continuare a raccontarsi sui social, senza nascondere le proprie fragilità.
Ma nonostante la formazione in Cina, le collaborazioni a Dubai e la passione per i viaggi, che l’ha portata a lavorare anche come accompagnatrice turistica, Giulia non ha intenzione di lasciare la sua terra d’origine: «Bitonto è la mia casa, la mia zona di comfort – conclude –. Viaggio, ma torno sempre qui». La sua base, insomma. La torre di controllo da cui guardare sempre più lontano.
















