C’è un momento preciso in cui la commedia teatrale diventa uno specchio, deformante ma lucidissimo, della nostra quotidianità. È quanto accaduto, domenica scorsa, nella splendida cornice del Teatro Traetta, dove la compagnia Attorematto ha portato in scena “Il fidanzato ideale”, testo di Stefania De Ruvo per la regia di Cecilia Maggio.
L’appuntamento, inserito nella rassegna della stagione comedy 2025-2026 che si chiuderà il 31 maggio – patrocinata dal Comune e promossa dalla Fita –, ha registrato un meritato sold out, confermando l’amore per l’arte e il desiderio di buonumore del pubblico.
Quella di domenica è stata una replica attesissima dopo il debutto dello scorso 7 marzo. E, a giudicare dagli scroscianti applausi a scena aperta e dalle risate esilaranti che hanno riempito la sala, non stupisce che dietro le quinte si sussurri già l’ipotesi di un ulteriore ritorno sul palco.
Al centro della vicenda troviamo Chiara (interpretata in maniera sincera e delicata da Fausta Finetti), la figlia maggiore di una famiglia che potremmo definire “tradizionale” solo nell’accezione più pressante del termine. Chiara è single, aspetta l’uomo giusto senza troppa fretta, ma il castello delle sue certezze crolla all’annuncio del matrimonio imminente della sorella minore, Martina (portata in scena con esilarante brio da Valentina Schiraldi).
Sotto il peso insostenibile dei pregiudizi sociali e, soprattutto, delle invadenti ma simpatiche insistenze della madre Miranda – resa estrosa da Piergiorgio Meola, dai tempi comici impeccabili e una verve imprevedibile – e della sorella stessa, Chiara cede. Inventa un fidanzato fantomatico, Marco, l’uomo “ideale”. Da qui si snoda un intrigo classico ma gestito con freschezza moderna, una bugia che diventa via via sempre più difficile da mantenere credibile.
In questo maremoto di equivoci ci sono le amiche complici, Samantha (Tiziana Brandi) e Valeria (Floriana De Candia), perfette spalle e al tempo stesso specchio, tra ironia e leggerezza, delle fragilità emotive di oggi legate al giudizio sociale e al bisogno di apparire all’altezza delle aspettative altrui. E poi il vicino di casa Paolo (Lorenzo Palmieri), voce della coscienza e per certi versi bastian contrario dell’intrigo amoroso; le spassose incursioni di Cristian (Francesco Mitolo), che alimenta gli equivoci, e del fioraio (Matteo Palmieri), tasselli fondamentali per il ritmo della messinscena.
La regia di Cecilia Maggio sceglie saggiamente di non sovraccaricare la scena: la scenografia è semplice, geometrica, quotidiana, estremamente funzionale ai continui ingressi e uscite dei personaggi, lasciando che a dominare siano il ritmo del testo e l’espressività degli attori.
Ma le domande che sorgono una volta spenti i riflettori sono: al giorno d’oggi esistono ancora questi pregiudizi? Esiste ancora il “che deve dire la gente”? Il sentirsi in ritardo sulla tabella di marcia per sposarsi e mettere su famiglia? Esiste un ordine da seguire per essere felici? La sola risposta, amara ma reale, che emerge dalla pièce è sì. Dietro la facciata di una società fluida ed emancipata, si avverte ancora il dolore profondo di chi, per paura del giudizio altrui, potrebbe sacrificare la propria reale felicità. E se non accade propriamente questo, ci sono altri freni che riconducono al dubbio di fare delle scelte, anche solo per un momento ci si chiede cosa può pensare l’altro di sé. Ma di noi stessi cosa pensiamo esattamente? Siamo noi a percorrere il nostro cammino. Ognuno di noi ha la propria idea di felicità che, quando arriva ed è vera, è così preziosa che si è quasi gelosi che qualcuno o qualcosa possa rovinarla. Non esiste un fidanzato perfetto. Esiste una “perfezione imperfetta” che vede due anime arricchirsi l’un l’altra, amandosi nei pregi e, soprattutto, nei difetti.
Alla fine, Chiara troverà il vero amore? Non sta alla mia penna svelarlo. Posso solo scrivervi che “Il fidanzato ideale” diverte moltissimo, ma lascia anche un retrogusto amaro sulla necessità di liberarsi dalle aspettative sociali per respirare davvero.
Un successo meritato per l’Attorematto, in attesa del gran finale della rassegna il 31 maggio. Da non perdere.
















