Tradizione, territorio e innovazione: queste, ancora una volta, le parole chiave del festival Di Voce in Voce, la rassegna dedicata alle produzioni musicali originali, organizzata dall’Associazione Culturale Radicanto con il contributo a sostegno del Ministero della Cultura (FNSV), della Regione Puglia, dei Comuni di Bari, Bitonto, Valenzano e di Puglia Culture, nell’ambito del protocollo d’intesa tra la Rete Italiana World Music e Puglia Sounds e dal sostegno di Egea Records, Crinali Aps, Ass. Cult. Arte in viaggio.
Una manifestazione che giunge alla sua XVIII edizione e che, dall’1 al 3 11 ottobre 2026 sceglie ancora una volta la Sala Polifunzionale della Fondazione Santi Medici di Bitonto (Piazza Monsignor Aurelio Marena, 34) per una programmazione che contempla ben 6 spettacoli musicali suddivisi in 3 giornate, nella consueta formula di due concerti per serata.
Un festival che, ancora una volta, fa della multidisciplinarietà il suo cavallo di battaglia, attraverso un intreccio tra musica e teatro, danza, arti figurative. E ancora, attraverso la messa in scena di spettacoli musicali in grado di abbattere ogni confine tra le espressioni artistiche e di promuovere innovazione attraverso la produzione di opere nuove, le collaborazioni per coproduzioni e ospitate artistiche, con un focus particolare su tematiche di grande attualità come l’inclusione, la sostenibilità e il benessere individuale. Il festival mette, inoltre, al centro, i giovani autori Under40 e i giovani musicisti Under35, provando a proporsi ancora una volta come un importante palcoscenico per la crescita e la formazione di nuove generazioni di artisti. L’obiettivo è infatti quello di coniugare il prestigio di musicisti già affermati con la freschezza e l’energia di alcune delle più interessanti realtà emergenti del panorama italiano, europeo e mondiale.
Giovedì 1 ottobre la rassegna riprenderà il via con la prima nazionale “Dove la luna si mostra nuda”, di Enerbia (Emilia Romagna): un raffinato viaggio musicale che connette la musica colta a quella popolare, celebrando lo straordinario repertorio tradizionale dell’Appennino nord-occidentale e delle Quattro Province. Guidato dalla voce e dal violino di Maddalena Scagnelli, il gruppo affianca antichi canti sacri e canti rituali contadini a struggenti ballate d’amore e danze tradizionali (come valzer, monferrine e pive). Le performance, che risalgono idealmente le antiche Vie del Sale e la Via Francigena dal Po fino al Mediterraneo, rievocano atmosfere ancestrali grazie all’uso di suggestivi strumenti d’epoca e pastorali come il piffero, la piva e il mandolino. A seguire, sul palco la Compagnia Il Naufragarmedolce con lo spettacolo “Le madri della Costituzione” del Chiara Casarico Ensemble (Lazio) in un intenso reading musicale che omaggia le 21 donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946. Attraverso monologhi teatrali, lettere storiche e canti della tradizione popolare e partigiana, la performance restituisce voce e dignità alle madri fondatrici della Repubblica Italiana, celebrando il loro fondamentale contributo nella scrittura dei diritti fondamentali e nell’emancipazione femminile. Venerdì 2 ottobre sarà la volta del concerto spettacolo “Real…mente Napoli – Omaggio a Roberto Murolo” (eseguito dal Realmente Napoli Trio). Un vivido e appassionato tributo alla canzone classica napoletana e al suo interprete più iconico. La performance – che vede la voce di Tommaso Chimenti affiancata dal Real Duo composto da Luciano Damiani al mandolino e Michele Libraro alla chitarra – unisce in modo magistrale la poesia e la melodia partenopea. Attraverso un intreccio acustico di corde e calde sfumature interpretative, la scaletta spazia da capolavori storici come “Era de Maggio” e “Maria Marì” fino a “Voce ‘e notte”, restituendo l’anima nobile, intimista e intramontabile della tradizione di Napoli portata alla ribalta internazionale dal grande maestro Murolo. Protagonista della seconda parte della serata, invece, sarà il Fabio Galliani & Antonio Stragapede Duo (Emilia Romagna) con la loro prima nazionale dal titolo “un soffio di liscio”: i due musicisti presentano un mondo musicale unico, fatto di tante musiche e storie da raccontare, non solo regionali, ma estensibili a tutti quei territori che hanno accolto, sviluppato e trasformato il genere del liscio: dall’Emilia-Romagna alla Lombardia e alla California, per non parlare degli innumerevoli cugini europei di cui questo genere è contaminato. Ocarina e chitarra, portano in scena una nuova interpretazione della musica popolare da ballo che unisce ed evidenzia l’interconnessione tra la tradizione italiana e quella europea ed internazionale.
Sabato 3 ottobre, invece, la programmazione parte con la prima nazionale di “Scalinatella”, una produzione Epos Teatro di Polignano a Mare. Protagonista la voce di Maurizio Pellegrini che, accompagnato dalla chitarra del dirrettore artistico Giuseppe De Trizio racconterà della città più bella del mondo, della sua gente e dei personaggi che l’hanno resa grande. Un itinerario nella produzione poetica e musicale napoletana, dal teatro di De Filippo alle strofe di Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo, intervallate dai brani più celebri della tradizione ottocentesca e da alcune perle rare del repertorio umoristico, con un omaggio a Eduardo Scarpetta. A seguire, la coproduzione in prima nazionale di Soqquadro Italiano (Lazio) & Radicanto che, con “Terra Arsa”, daranno vita ad un viaggio narrativo che si propone di riportare alla luce suoni e storie di terra e di mare, attraverso la ricerca e la rielaborazione del patrimonio della tradizione popolare, della musica antica e di quella colta da cui hanno origine. Racconti e canti di stagioni che si alternano in un incessante dialogo con la vita di uomini e donne che si muovono su confini labili. I musicisti di questa serata saranno inoltre affiancati, durante gli show, da due performer Lis dell’Associazione Anilis, per permettere la fruizione dello spettacolo anche alle persone non udenti.
IL FESTIVAL
Da diciotto anni il festival “Di Voce in Voce”, organizzato e diretto dall’associazione culturale Radicanto, punta a riscoprire i contatti e i confini che si snodano attraverso le regioni pan-mediterranee in un percorso affascinante e diacronico, unite da un vento che sa parlarci di tradizione e innovazione, di continuità e modernità, dalla musica antica alla tradizione meridionale, dal canto a distesa alla polifonia pugliese, dai ritmi cadenzati agli spigoli dei tempi balcanici.
















