È cominciato lunedì 7 settembre l’anno scolastico al Benjamin Franklin e, se da un lato le temperature non accennano a diminuire, dall’altro è pur vero che trovare un posto fresco non dipende solo da quanto segna il termometro ma anche da quanto si è motivati a salpare e navigare verso porti sconosciuti.
Motivati e freschi, i ragazzi del Benjamin Franklin lo sono eccome e lo dimostrano, una volta di più, con il loro entusiasmo e con la loro voglia di fare. A segnare, almeno idealmente, l’ingresso in un tempo diverso da quello lento dell’estate calda nostrana, come ogni anno, la consueta cerimonia di apertura con genitori e invitati.
È stato presentato il corpo docenti, che quest’anno conta due docenti di Lettere, la Prof.ssa Giorgia Catucci e il Prof. Giuseppe Cuoccio, la docente di Matematica e Scienze Prof.ssa Carmen Bonasia, il docente di Musica e Lingue Straniere, il Maestro Alberto Iovene, il docente di Tecnologia Arch. Alessandro Intini, la docente di Arte, Prof.ssa Anna Naglieri, le docenti di Lingue Prof.ssa Anna Amendolara, Prof.ssa Manuela Murgolo, la docente di Sostegno e Lingue Prof.ssa Giulia Logrieco e la docente di Educazione Fisica Alessandra Fallacara, mentre l’insegnamento di Religione verrà assunto da Suor Caterina.
La presentazione della nuova classe prima, è stata salutata dall’intervento dell’assessore alla Pubblica Istruzione Francesco Brandi e dal discorso della preside, dottoressa Rosangela Perniola. Si aggiungono, poi, gli auguri per l’inizio dell’anno scolastico da parte del sindaco Francesco Paolo Ricci.
Questa prima settimana vedrà i ragazzi impegnati nella annuale ricostituzione di una piccola ma solida comunità scolastica, esercizio spontaneo di cittadinanza attiva che non si smette mai di sottovalutare. In questa prima giornata di scuola sono allora le nuove conoscenze a tenere banco. Gli studenti si sono cimentati in alcune attività che hanno loro permesso di “rompere il ghiaccio”: un’ibridazione che ha unito lo speed date e il più classico gioco della sedia e, in seguito, un “due bugie e una verità”.
Il Benjamin Franklin riprende dunque da dove aveva lasciato, dal futuro, che non è fatto solo di mirabolanti manufatti della tecnica, ma anche di cose umane, semplici e, insieme, complicatissime come i legami sociali; quelli che la scuola è ancora e sempre in grado di costruire, pur negli inevitabili avvicendamenti e passaggi di consegne. La nave è salpata, ora non resta, ancora una volta, che prendere il largo.

















