Dai ricordi del padre, Vittorio, giornalista Rai (ma anche più intimi come quelli del nonno, venduto da un pasticcere ai nazisti e portato in via Tasso, a Roma, dove è stato picchiato per anni durante la Seconda guerra mondiale), fino ad arrivare alla bomba di piazza Fontana, nel dicembre 1969.
Venerdì sera, al “Palatour” di Bitritto, Walter Veltroni, già sindaco di Roma e primo segretario del Partito democratico, ha dimostrato di essere un grande protagonista della recente storia politica e della cultura italiana e lo ha fatto portando in scena ”LE EMOZIONI CHE ABBIAMO VISSUTO” ”Gli anni sessanta. Quando tutto sembrava possibile’. Il giornalista e scrittore, avvalendosi anche di preziosi e da amarcord oggetti personali e non di quegli anni, di spazi video e di tanta musica, riprodotta al pianoforte dal bravissimo 24enne torinese Gabriele Rossi, ha condotto all’interno un viaggio emozionale e di coscienza, mettendo al centro il fattore umano e personale come chiave di lettura dei fatti storici. Ma non è tutto in quanto, proprio grazie al racconto (non cronachistico, ma carico di tensione e di emozione, fatto di ricordi individuali che diventano collettivi), ci si interroga su come siamo cambiati e sulle differenze rispetto ai giorni di oggi (secondo Veltroni, infatti, gli anni ‘60 sono stati una finestra aperta e non una saracinesca che si chiude come il periodo attuale, ndr). Gli anni ’60 si mostrano in scena come un decennio fondamentale che si apre sorridendo con Gagarin, Giovanni XXIII e l’atmosfera di “Sapore di sale” e si chiude con le bombe di piazza Fontana e lo scioglimento dei Beatles. Senza dimenticare lo sbarco sulla Luna, gli assassini di Martin Luther King e di John e Robert Kennedy, il suicidio di Luigi Tenco nel 1967, i ragazzi trucidati in Messico davanti agli occhi di Oriana Fallaci, la guerra in Vietnam, la contestazione giovanile, la televisione nelle case degli italiani e il terrorismo.

















