«Da ben dieci anni, a Natale, portiamo per le strade il magico suono della zampogna».
È un Natale speciale per Francesco Minuti e Pasquale Bonasia, che dal 2015 portano le tradizionali melodie natalizie in tutta la Terra di Bari, come un tempo era chiamata l’ex provincia di Bari. E proprio per questo, il nome scelto dal duo è “Zampognari – Terra di Bari”.
«Una passione nata sin da quando ero bambino – racconta Minuti – ma realizzata nel 2015, quando comprai una zampogna tradizionale nel Cilento, area storicamente specializzata, insieme al Molise, nella produzione di questo strumento magico ma difficile da suonare perché, essendo creato artigianalmente, subisce molto gli effetti del tempo. Ho imparato da autodidatta».
Il 2015 fu l’anno di inizio dell’avventura.
Inizialmente era da solo, ma già dall’anno successivo si aggiunse Pasquale Bonasia con la ciaramella, antico strumento musicale popolare a fiato, simile a un oboe: «Da allora, ogni anno, giriamo insieme per le strade per portare l’atmosfera natalizia. A differenza di altri, abbiamo mantenuto la tradizione di vagare per varie città, non solo in occasione di eventi. Abbiamo conservato la tradizione della pastorale cantata, come si faceva un tempo. Durante il nostro viaggio, ogni anno, vediamo ogni genere di situazione, entrando nelle case delle persone. Talvolta suoniamo davanti a persone malate o ai bambini, che sono sempre attratti dal suono di quello strumento mitologico. La gente ci ringrazia sempre, donandoci contributi volontari».
Il tour, come ogni anno, è iniziato il 22 novembre, giorno di Santa Cecilia, e finirà il 6 gennaio: «Suoneremo anche lunedì 8 dicembre, giorno dedicato all’Immacolata, sotto gli archi del nostro centro storico. Nel corso delle festività natalizie suoneremo tra i vari presepi viventi sparsi per il nostro territorio».
Obiettivo del duo è anche tramandare una tradizione tanto bella quanto importante: «Stiamo insegnando l’arte della zampogna a due ragazzi di quindici anni, anche loro affascinati da questo strumento come lo eravamo noi da piccoli».

















