Venerdì 19 Giugno a Palazzo Planelli, si è svolto l’evento “Tecnologie digitali per il Cosplayer”, appuntamento conclusivo delle attività sviluppate da FabLab Bitonto nell’ambito del progetto “BackStage: imparare a leggere le trame”. Progetto nato per valorizzare Palazzo Planelli attraverso attività socio-culturali e formative, sostenuto da Fondazione Con il Sud nell’ambito del Bando Storico, Artistico e Culturale 2017 “Il bene torna comune”, e che coinvolge diverse realtà del territorio, tra cui Ulixes società cooperativa sociale, associazione culturale Fatti d’Arte, società cooperativa Camera a Sud e associazione culturale Just Imagine.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di restituzione pubblica del lavoro svolto nei mesi precedenti, mostrando come le tecnologie di modellazione e stampa 3D possano essere applicate alla creazione di oggetti, accessori e componenti destinati al cosplay, all’arte performativa e alla narrazione visiva.
Per l’evento, i tirocinanti dell’Apulia Digital Maker ITS Academy hanno allestito alcune stanze del palazzo con i prototipi ideati, modellati e realizzati attraverso processi di fabbricazione additiva. Gli ospiti hanno potuto osservare da vicino non solo gli oggetti prodotti, ma anche il funzionamento di due stampanti 3D attive dal vivo, entrando nel cuore di un processo capace di trasformare un’intuizione in un manufatto concreto.
Il percorso presentato nasce attorno a un’idea precisa: reinterpretare la città di Bitonto come scenario creativo per un immaginario di ambientazione medievale. Da questa operazione di worldbuilding sono nati diversi personaggi — l’Arciere, la Guida, il Guardiano dell’Orologio, il Monaco e la Maga — ciascuno caratterizzato da oggetti e accessori pensati per definirne identità, ruolo e presenza scenica.

A partire da questo universo narrativo, i tirocinanti hanno sviluppato un processo articolato che ha messo in relazione concept, modellazione tridimensionale, scultura digitale, texturing e stampa 3D. Bastoni, campane, croci, archi e altri elementi scenici sono stati progettati attraverso software di modellazione, elaborati nei dettagli e successivamente tradotti in prototipi fisici. Il risultato ha reso evidente il passaggio dall’idea alla produzione, mostrando il valore della stampa 3D non come semplice tecnica esecutiva, ma come strumento di progettazione, verifica e racconto.
Dopo l’allestimento e la dimostrazione tecnica, l’evento ha previsto un momento di presentazione del lavoro svolto. Sono intervenuti il direttore del FabLab Poliba, Nicola Parisi, e il presidente dell’associazione culturale FabLab Bitonto, Angelo Vito Graziano, che hanno introdotto il significato del percorso e il ruolo del FabLab come ente di formazione, sperimentazione e trasferimento di competenze. A seguire, i tirocinanti Mariateresa Scerbo e Antonio Goffredi hanno illustrato i prototipi realizzati, raccontando l’origine delle idee, le scelte progettuali e le fasi che hanno portato alla produzione degli oggetti.

Per l’associazione culturale FabLab Bitonto, l’appuntamento rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di diffusione delle tecnologie applicate alla cultura del progetto. Modellazione 3D, prototipazione rapida e manifattura additiva diventano strumenti accessibili per raccontare storie, sperimentare nuove forme espressive e avvicinare studenti, professionisti e cittadini ai processi dell’innovazione.
















