Cosa significa la Colletta?
La Colletta Alimentare nasce da un’idea semplice: recuperare cibo e destinarlo a chi ne è privo.
Nel tempo, questa intuizione é stata sostenuta da norme fondamentali come la Legge del Buon Samaritano (2003) e la successiva Legge Gadda (2016), che facilitano il recupero delle eccedenze alimentari e ne promuovono il riutilizzo solidale, contrastando allo stesso tempo lo spreco.
Un’iniziativa nata dalla legge, sostenuta dalla solidarietà
Si tratta di un sistema che funziona proprio grazie al principio della sussidiarietà sancito dalla nostra Costituzione: cittadini, volontari, scuole, associazioni, istituzioni, tutti chiamati a prendersi cura di chi rischia di essere lasciato ai margini.
Il NOSTRO risultato
Nella Provincia di Bari, il totale provvisorio è di 45.670 kg di prodotti, in crescita rispetto ai 44.968 kg dello scorso anno: un segnale decisivo che smentisce la percezione diffusa di sfiducia.
In un tempo in cui sembra facile credere che “ognuno pensi per sé”, migliaia di persone continuano invece a credere che donare non abbia mai perso valore.
Bitonto per la Colletta
Sabato 15 novembre 2025 abbiamo vissuto la 29ª edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, un appuntamento che ogni anno attraversa l’Italia ma che, quest’anno, per noi studenti del Liceo Scientifico e Artistico Galileo Galilei, ha avuto un sapore speciale.
A Bitonto, presso i supermercati LIDL e Penny Market, siamo stati protagonisti di un gesto semplice, seppur sorprendentemente capace di cambiare il nostro sguardo sul mondo.
Non è stato solo un servizio, ma un’esperienza. Non solo un numero, ma un incontro.
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In Italia la stima provvisoria parla di 8300 tonnellate di prodotti raccolti: un Paese intero che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
Le parole del Cardinale Matteo Zuppi risuonano oggi con forza:
“Se cresce la povertà deve crescere anche la solidarietà.”
E noi abbiamo visto con i NOSTRI occhi che è davvero così.
Volti e Storie
La Colletta è stata, prima di tutto, un’esperienza di relazioni. L’incontro
con Esercito ci ha ricordato come l’altruismo sia un valore che accomuna istituzioni, scuole, associazioni e semolici cittadini.
Indimenticabile è stato il gesto di un anziano signore che, porgendoci due pacchi di pasta, ha detto con discrezione: “Anch’io ricevo aiuto…oggi voglio restituire qualcosa.
Accanto a questi segni di generosità, è emersa anche una fragilità più silenziosa: persone che, con un velo di vergogna, distoglievano lo sguardo dal carrello per non rivelare la propria impossibilità a donare, e altre che frugavano, quasi a voler dimostrare il loro desiderio di partecipare nonostante le difficoltà.
La Colletta ci ha insegnato indubbiamente a leggere la realtà, a guardare la nostra esperienza e inserirla in un contesto più grande di noi.
Ma soprattutto ci ha insegnato a leggere gli sguardi, i silenzi, le mani che donano o che non possono farlo.
Quali sono state le impressioni degli studenti?
Qualcuno ha scoperto quanto fosse stimolante il contatto diretto con le persone; altri hanno raccontato la sorpresa di un’esperienza che, pur iniziata con qualche timore, si è rivelata un’opportunità preziosa.
C’è chi ha sottolineato la bellezza di entrare in empatia con persone diverse tra loro e chi ha compreso quanto il lavoro di squadra e l’attenzione all’altro, siano valori indispensabili.
Tutti hanno raggiunto la consapevolezza che, pur essendo un gesto rivolto agli altri, l’esperienza sia stata profondamente formativa anche per se stessi.
Un Grazie -discreto, rispettoso, ma sincero – va a professori, volontari e associazioni, a chi ci ha guidati, a chi ha creduto che gli studenti potessero cogliere qualcosa che fuori dalla scuola, forse, non avrebbero mai incontrato.
Oltre il Dono: cosa resta?
Sabato abbiamo raccolto 704 kg di prodotti. Ma quello che abbiamo raccolto dentro di noi pesa molto di più.
Abbiamo sperimentato la povertà da vicino, senza filtri. Abbiamo percepito che la speranza non è diminuita, anzi continua a crescere. Abbiamo compreso che basta poco — un pacco di pasta, un sorriso, un’ora del proprio tempo — per ricordare a qualcuno che non è solo.
Non ci resta, dunque, che domandarci:
Se un semplice gesto può cambiare così tanto, cosa potremmo ottenere se scegliessimo di farlo più spesso, tutti, insieme?
Forse la vera Colletta non è quella di un giorno, ma quella che ciascuno di NOI può iniziare domani.
(Sara Giampalmo – classe IV A)

















