Nei giorni scorsi i Carabinieri del Comando di Modugno hanno incontrato gli studenti delle classi seconde del liceo “Carmine Sylos” per affrontare un tema di grande attualità: il bullismo e il cyberbullismo e le loro conseguenze.
L’evento ha registrato un vivo interesse da parte di noi studenti e ha rappresentato un importante momento di riflessione e di educazione alla legalità, aiutandoci a comprendere quanto certi comportamenti, spesso considerati “scherzi”, possano in realtà avere conseguenze molto serie.
I Carabinieri hanno spiegato che il bullismo, forma di violenza contro minori perpetrata da un gruppo di pari, presenta diverse caratteristiche (l’intenzionalità nel prevaricare gli altri, la durata nel tempo per ledere l’autostima della vittima e la volontà di mettere in evidenza la disuguaglianza tra il bullo, il forte, e la vittima più debole) e può manifestarsi in diverse forme.

Esiste una violenza diretta, che comprende aggressioni fisiche, offese verbali e comportamenti a sfondo sessuale, e una violenza indiretta, di tipo psicologico, fatta di esclusione dalla cerchia sociale. A queste si aggiunge il cyberbullismo, che avviene attraverso social network e chat, con insulti online, minacce, diffusione di immagini senza consenso o pubblicazione di contenuti offensivi che possono colpire profondamente la dignità della persona.
Durante l’incontro è stato chiarito che in ogni episodio di bullismo non è coinvolto solo il bullo. Esistono infatti diverse figure: gli spettatori, cioè la maggioranza silenziosa che assiste senza intervenire, i gregari, che partecipano passivamente lasciandosi influenzare dal bullo, i difensori della vittima, amici e compagni che scelgono di aiutarla e infine il bullo, autore concreto delle azioni. È stato sottolineato come anche il silenzio degli spettatori possa contribuire a rafforzare il fenomeno, mentre il sostegno alla vittima può interromperlo.
È interessante come il bullismo non sia di per sé un reato, ma come molti comportamenti che lo compongono lo siano. Tra questi rientrano diffamazione, minaccia, percosse, lesioni, rissa, atti persecutori, interferenza nella vita privata, diffusione di immagini senza consenso e persino l’istigazione al suicidio. I Carabinieri, hanno ricordato inoltre, che dai 14 anni in poi i minorenni sono penalmente perseguibili e possono essere denunciati.

Sono state inoltre illustrate le conseguenze del bullismo, spesso sottovalutate. Le vittime possono sviluppare depressione, ansia sociale, isolamento ed esclusione, con effetti duraturi ed importanti sulla crescita personale. Anche i bulli, però, vanno incontro a conseguenze serie, sia dal punto di vista legale sia umano, perché le loro azioni possono segnare profondamente il loro futuro. Infatti, come anche i Carabinieri ci hanno fatto presente, ad ogni azione corrisponde una conseguenza.
Verso la fine dell’incontro, con un invito a difenderci dagli atti di bullismo ci sono state fornite alcune raccomandazioni da seguire per non cascare nella trappola del bullo: non bisogna cedere alle provocazioni, restare da solo col bullo, ricorrere alla violenza, ma bisogna raccontarlo ad un adulto o a una persona di cui ci si fida, mantenere la calma, pensare in anticipo a risposte brillanti e denunciare il bullo.
L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro: il rispetto deve partire da ciascuno di noi. Non dobbiamo essere spettatori passivi: chiedere aiuto e usare responsabilmente parole e strumenti digitali sono passi fondamentali per costruire una scuola e una comunità più sicure, in cui nessuno debba sentirsi solo.
( di Ludovica Bulzis, Francesco Belviso, Edoardo Naglieri, Giorgia Petta II B e II C Classico )

















