Per chi ha vissuto la seconda metà del Novecento in Italia, il termine “cineforum” evoca una sala buia, piena di fumo di sigarette, spesso improvvisata in una parrocchia, in un circolo culturale, in una sezione di partito, un film in bianco e nero, rigorosamente d’autore e infine un dibattito acceso, che spesso superava la durata stessa della proiezione. Era un rito laico, ma segnato anche da una dimensione quasi liturgica, dove la visione del film era solo l’inizio di un processo di educazione, riflessione e militanza.
Il cineforum divenne così un luogo di incontro tra intellettuali e operai, studenti e militanti, in cui si guardavano i film di Eisenstein, De Sica, Rossellini, Godard, Bergman, tutti registi in grado di affrontare le grandi questioni sociali, esistenziali e politiche. In un’Italia ancora largamente priva di veri spazi di confronto, il cineforum rappresentava un laboratorio di pensiero critico.
A partire dagli anni ’80, complice la diffusione della televisione commerciale, l’arrivo delle videocassette e poi del digitale, il cineforum cominciò a declinare. Le nuove generazioni, cresciute con la logica dell’intrattenimento rapido e on demand, si allontanarono da quel modello di fruizione lenta, collettiva e impegnata.
Oggi il cineforum sopravvive in forme nuove, più flessibili, le piattaforme di streaming hanno reso accessibili migliaia di titoli, e in rete sono nate comunità virtuali che discutono e analizzano i film con strumenti e linguaggi diversi da quelli dei cineforum del passato. Alcuni spazi, soprattutto nelle grandi città, stanno riscoprendo l’idea del cineforum come momento di aggregazione, in contrasto con la fruizione solitaria e discontinua tipica dell’online.
In questo ambito è nata l’iniziativa di un cineforum, promossa dall’associazione Just Imagine, in collaborazione con l’Università della Terza Età, che a partire da mercoledì 25 febbraio, propone un ciclo di 8 film che saranno proiettati nell’artistico salone di Palazzo Planelli.

La rassegna, intitolata “Controcorrente: visioni tra potere e ribellione” – curata dal dott. Cristoforo Modugno – rappresenta un viaggio cinematografico attraverso le pieghe più oscure e appassionate del Novecento. Dalle strade polverose dell’Italia fascista alle stanze del potere di Washington, i film selezionati compongono un mosaico di impegno civile, un’indagine visiva sul rapporto eterno e conflittuale tra l’individuo e il sistema. L’iniziativa è riservata ai soci dell’UTE per i quali – come sottolinea il presidente Valentino Losito – «il cineforum costituisce un nuovo motivo di incontro e socialità e anche un’ occasione per fare grata memoria del nostro amato presidente Marco Vacca, grande appassionato di cinema, che negli anni ’70 e ’80 animò numerosi e partecipati Cineforum nell’indimenticabile saletta del “Cinema Migliore” della Parrocchia di San Leucio».
«Ho vissuto il passaggio tra l’epoca analogica e quella digitale, tra il rito della sala e la comodità della fruizione domestica – dice Domenico Saracino presidente di Just Imagine – eppure, ho imparato presto che condividere un film con altre persone nel buio di una sala accende un’empatia e una profondità di analisi difficilmente replicabili nel salotto di casa, soprattutto se a guidare la visione c’è un esperto. Questa prima rassegna è il manifesto della nostra gestione: Palazzo Planelli non sarà una torre d’avorio per cinefili, ma una casa aperta. Vogliamo superare la logica dell’offerta calata dall’alto: questa sala appartiene a chi la vive, ed è per questo che le porte sono aperte alle idee e alle proposte di tutta la cittadinanza».

















