Tre giornate per fermarsi, ascoltare e interrogarsi sul senso profondo dell’inclusione. È questo lo spirito con cui il Liceo Sylos ha promosso la Settimana Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, con un’iniziativa fortemente voluta dalla Dirigente Scolastica Francesca Rosaria Vitelli e sostenuta da tutta la comunità scolastica.
L’evento ha coinvolto tutte le classi dell’Istituto in un percorso che ha avuto come filo conduttore la relazione e la comunicazione: dimensioni fondamentali, soprattutto quando si entra in contatto con la neurodiversità.
Nel corso delle giornate, gli studenti sono stati coinvolti in attività di riflessione, lavori di gruppo e momenti di confronto che hanno fatto emergere pensieri autentici: la difficoltà, a volte, di stare nella relazione e la paura di ciò che non si conosce. Ma anche la consapevolezza che proprio la diversità rappresenta un’occasione per crescere, mettersi in discussione e sviluppare empatia.
Particolarmente significativo è stato il momento dedicato all’intervento del prof. Giuseppe Elia, emerito di Pedagogia Generale e Sociale, introdotto dai saluti istituzionali dell’Assessora Natalizia Dagostino e dell’Assessore Francesco Brandi. In questo contesto, l’assessora ha invitato a riflettere su una “pluralità dell’io”, sottolineando come la diversità dell’altro interroghi prima di tutto la nostra, mentre l’assessore all’istruzione ha evidenziato il valore formativo di queste giornate, fondamentali per costruire una scuola sempre più consapevole.
Nel suo dibattito pedagogico, il prof. Elia ha posto l’accento sul ruolo sociale dell’autismo e sulla necessità di costruire comunità realmente inclusive. Riprendendo il tema de “La città autistica”, ha ricordato come non siano le persone a doversi adattare ai contesti, ma le comunità a doversi trasformare per accogliere ogni forma di espressione umana.
La mattinata conclusiva ha visto l’intervento del dott. Francesco Liso – Associazione Dalla Luna di Bari -, che ha offerto strumenti concreti per comprendere e progettare attività educative efficaci. A seguire, gli studenti si sono messi in gioco in un laboratorio esperienziale, sperimentandosi come educatori e traducendo teoria e sensibilità in azioni.
Più che una ricorrenza, queste giornate hanno rappresentato un percorso: un invito a ripensare il modo in cui ci relazioniamo agli altri e a riconoscere che l’inclusione non è un traguardo, ma un processo continuo che parte, prima di tutto, da noi.















