L’Amore in tutte le sue declinazioni di coppia: tormentato, inseguito, conflittuale, inebriante, tossico, passionale, impossibile, corrisposto, bramato, notturno, alcolico, onirico…
D’altronde siamo giunti a San Valentino, dei 365 (o 366) il giorno degli innamorati per antonomasia, e il bitontino Adriano Barone “H/B” non poteva certo lasciare in silenzio la sua emotiva creatività musicale, confermandosi ispiratissimo creatore di affreschi sentimentali, talvolta torbidi talvolta limpidi, ma sempre capaci di superare confini anagrafici, umani e spazio-temporali.
Reso pubblico ufficialmente allo scoccare della mezzanotte fra il 12 e il 13 febbraio 2026, il brano “4 di notte” si presenta come il sequel di “Ubriaco di te” (https://dabitonto.com/cultura-e-spettacolo/ecco-ubriaco-di-te-di-h-b-lartista-bitontino-per-tutte-le-stagioni/) , che sette mesi fa ci aveva fatto immergere nelle stranianti atmosfere di una serata estiva in un club, mentre “4 di notte” è il racconto in note del post di quella serata, quando si è soli in macchina a riflettere, a riavvolgere il nastro degli eventi prima di tornare a casa e lasciarsi andare tra le dolci braccia di Morfeo.

Il testo racconta quindi della stessa ragazza protagonista in “Ubriaco di te”, ma con uno sguardo più introspettivo, meno superficiale.
Mancano due ore all’alba, sono fermo al lato strada,
La notte è fredda e triste però un po’ mi calma
E per uno a cui tutto non è mai abbastanza
È un controsenso trovare la semplicità magica.
Pensarti un po’ mi agita,
Non averti vissuto e ricordarti con aria nostalgica sai è strano,
Quasi come per te pezzi in una carriera discografica dedicati da un estraneo, ma
In testa mi rimbomba il tuo ritratto,
Note scritte sull’iphone mentre aspiro tabacco,
Chissà se in certe notti mi pensi ogni tanto,
Se sorridi nel farlo o sei in giro con un altro,
Ti cerco con lo sguardo nelle strade in cui bazzico.
Non è così grande Bari, ma beccarti mi sembra impossibile,
È che sono un po’ testardo, tra me e te non cambia tanto, un messaggio non lo mando, chi è sensibile respinge.
Baby, se ti va ti passo a prendere stanotte
Dimmi cosa non va, che si può cedere a volte.
Ti blocca il passato, l’ho passato anch’io
Ti tendo la mano ce ne stiamo in chill
Non chiedermi perché ti sto pensando alle quattro di notte.
Non è facile per chi vive sotto pressione,
Di non far valere al mondo il proprio valore,
Ogni rapporto nuovo provoca tensione
Cerchi conforto nelle cose, non più nelle persone.
Il passato è solo un alibi,
Il comfort di rendersi distanti piuttosto che vulnerabili,
Una guerra fredda dove teniamo in mostra le armi
Solamente perché abbiamo paura di spararci.
Per quanto sono diffidente, nei meandri della mente, tu da quel settembre, nei paraggi quasi sempre,
Idealmente siamo stati un film senza un copione
Treni in opposta direzione fermi alla stazione
Un impulso catalitico,
Temiamo di star bene per non rompere un tossico equilibrio,
O sono io che mi nutro solo di quello che assaporo
Mi son rimaste due Marlboro e…
Baby, se ti va ti passo a prendere stanotte
Dimmi cosa non va, che si può cedere a volte.
Ti blocca il passato, l’ho passato anch’io
Ti tendo la mano ce ne stiamo in chill
Non chiedermi perché ti sto pensando alle quattro di notte.
Il passaggio-snodo di tutta la canzone? Nella mente e nel cuore del suo autore è da individuare nelle parole “tra me e te non cambia tanto, un messaggio non lo mando, chi è sensibile respinge”, perché la situazione creatasi con l’altro cuore (irraggiungibile?) da colpire con la proverbiale freccia di Cupido è soltanto un riflesso del proprio Io. Come ha fatto lei, anche lui ha interrotto conoscenze e rapporti sul nascere per la paura dei fantasmi del passato, delle delusioni che lo hanno portato a diventare prevenuto nei più intimi e profondi rapporti interpersonali con l’altro sesso.
Nella seconda strofa, H/B approfondisce proprio quel pensiero (“il comfort di essere distanti piuttosto che vulnerabili”) perché, per paura di farsi del male, di rimanere ancora delusi, si può preferire l’immobilità, la neutralità, rimanendo bloccati in un “tossico equilibrio” che impedisce di vivere nuove emozioni.
Il ritornello incarna poi il raggiungimento della consapevolezza, del superamento del suddetto blocco (“l’ho passato anch’io”) e la possibilità di allungare la mano verso chi sta attraversando il medesimo stallo, poiché solo chi l’ha vissuto può capirti davvero e una serata semplice, un giro in tranquillità senza pretese né pensieri anticipati, ha tutte le credenziali per trasformarsi nella “serata perfetta”…
Il brano viene infine accompagnato dolcemente alla conclusione con l’evocativo verso sospeso “mi son rimaste due Marlboro e…”, lasciando intendere che, nonostante si sia fatto tardi, anche se è passato del tempo, sono comunque rimaste nel pacchetto due sigarette e non una sola. Da fumare insieme.
Un invito a rivedersi, insomma, che ricorda a tutti noi una lezione umana che non possiamo – pur volendo – ignorare: ad ogni età, ad ogni latitudine e ad ogni ora c’è sempre tempo, luogo e modo per darsi un appuntamento con quell’irrinunciabile controparte chiamata “Amore”.
https://open.spotify.com/track/67Cy6ZvEApm1oN3jGxadxx?si=d68AdQMJRtahjwfhROyYhA
https://youtu.be/VCTt3iSxDZc?si=YMmYNq0G7hDWCCrT

















